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Dopo alcuni mesi di controversa attesa, finalmente sono usciti “Pokémon Spada e Scudo” per Nintendo Switch.

Sinceramente, non ho mai sentito la necessità di buttare cacca a valanghe sul gioco, a seguito di ogni nuovo annuncio…a differenza dei webeti. Devo anche puntualizzare una cosa: dopo l’annuncio ufficiale del gioco sul Direct di maggio/giugno non ho voluto vedere i video successivi per non sapere già tutto a novembre. Penso di aver fatto molto bene.

Anche quando, puntualmente a una settimana dall’uscita, sono usciti i leak riguardanti il gioco intero, sono stato tranquillo e bravo e non ho osato spoilerarmi un secondo del gioco.

Nel mentre, tutti inviperiti perché ci sta solo mezzo dex nazionale, le animazioni sono state riciclate da “Sole e Luna” e chi più ne ha più ne metta.

Io l’unica cosa di cui mi volevo lamentare era la bruttezza di alcuni dei nuovi pokémon, cosa che faccio ogni volta che esce una generazione nuova. Purtroppo, dopo 800 creature e passa, le idee cominciano a svanire.

Ma ciò non mi ha levato la voglia di prendere, come ogni volta, il gioco al day one. Anche perché, essendo in Giappone in questi mesi, la tentazione di prenderlo subito era più forte del solito.

Per quanto avessi intenzione di divorare il gioco in poco tempo, vari impegni mi hanno impedito dal rimbambirmi il cervello, quindi ci ho messo quasi un mese per finire la modalità principale.

Premetto di non essere un programmatore di videogiochi, di non avere una grande competenza tecnica, di non avere gusti snob e troppo elevati, anzi adoro il trash…ma a me, “Pokémon Spada” è piaciuto. Molto più di “X e Y”, i remake di “Zaffiro e Rubino” (eccezione fatta per la quest epica di catturare Deoxys) e “Sole e Luna” (“Ultraluna” mi è piaciuto un casino).

Anzi, voglio esagerare: “Spada e Scudo” sono tanto potenziale in parte sprecato, perché alcune cose, se migliorate e approfondite, avrebbero potuto rendere questi due titoli delle vere e proprie chicche.


Trama: Siamo, come sempre, un giovane allenatore in procinto di cominciare la sua nuova avventura. Una volta ricevuto il nostro primo pokémon, catturiamo l’attenzione del Campione (e fratello del nostro rivale Hop) Dandel, che decide di sponsorizzarci per il grande evento dell’anno: la Sfida delle Palestre della Lega Pokémon di Galar.

E così, il nostro allenatore viaggerà per tutta la regione, sfidando gli allenatori più potenti, così da poter spodestare l’imbattuto Campione.

Ovviamente, la storia non verterà solo sulle lotte: un’oscura minaccia sembra abbattersi su Galar. Riusciranno gli eroi a evitare che l’evento più tragico di sempre, noto come “La Notte Oscura”, faccia il bis? Quale sarà il ruolo di Zacian e Zamazenta, i due leggendari che appaiono sulle copertine dei giochi? Chi sarà il terzo leggendario?

La trama è sempre la stessa, alla fine: un giovane allenatore nasce, cresce, si allena e vince, ma riesce anche a impedire l’arrivo del male supremo. Mi manca un po’ la complessità di “Bianco 2 e Nero 2”. Ciò non toglie, però, a questa nuova storia di riservarci delle interessanti sorprese. Per esempio, sappiamo già l’identità del Campione, ma non quella di tutti i Capipalestra (di solito è il contrario).

Il punto più interessante è senza dubbio la Sfida delle Palestre: non siamo più gli unici a essere prevalentemente al centro dell’attenzione, ma ci sono anche altri allenatori intenzionati a diventare Campioni. Preparatevi a conoscere un’inedita Lega Pokémon.

Un’altra sorpresa riguarda i ritmi del gioco: non sono lineari, come nei giochi precedenti. Ogni tanto avviene un imprevisto che ci allontana dalla missione principale.

Alla fine della fiera, però, una domanda continua a sorgere spontanea: ma un gioco con un ragazzo maggiorenne/giovane adulto, mai? Perché sempre bambini o ragazzini? Ok che questi giochi vengono giocati maggiormente da ragazzi delle scuole elementari/medie, ma fidati, Game Freak cara, che buona fetta dei giocatori attuali hanno la mia età…forse anche più vecchi. Quindi, per favore, almeno un gioco fallo “adult-friendly”, non solo con un protagonista grandicello, ma anche con una trama più spessa e seria.


Passiamo al cast di questa nuova storia.

Oltre al protagonista, abbiamo ben tre rivali:

  • Hop, nostro migliore amico e fratello del Campione.
  • Beet, sbruffone sponsorizzato da Rose, il Presidente della Lega Pokémon.
  • Mary, graziosa darkettona che sembra avere legami con il team cattivo del gioco.

Ogni rivale ha una personalità totalmente diversa dagli altri ed è un’ottima cosa. Hop è assillante, energico, egocentrico ma buono. Lottare ogni mezz’ora contro di lui risulta una rottura di maroni. Mary sembra scontrosa, ma è adorabile e ha una forza d’animo ammirevole. Beet è odioso, arrogante e brutto, ma anche lui ci regalerà grande emozioni. Avere più rivali può essere un difetto (tipo “X e Y”, in cui avevamo schiere di rivali, uno più inutile dell’altro), ma “Spada e Scudo” ci motiva ad affrontarli tutti e tre, soprattutto perché ognuno è specializzato in tipi diversi: Mary è buio, Beet è psico, mentre Hop ha una squadra versatile…in cui spicca la pecorella Wooloo.

Ovviamente non può mancare la figura del Professore, anzi Professoressa. Il nostro mentore, qui, è Flora, una saggia signora che ricorda troppo Maggie Smith e ciò basta a farcela amare. La signora è accompagnata dalla nipote e assistente Sonia, un altro personaggio dal gran carattere e in grado di regalare soddisfazioni (finalmente un personaggio giovane adulto che è caratterizzato come merita).

Importante rilievo ha anche Rose, il Presidente della Lega che pensa sempre al bene di Galar, sempre affiancato dalla vice presidente Olive. Anche questi due individui hanno un loro carattere distintivo.

Dopo un gioco di assenza, fanno ritorno i Capipalestra e anche delle personalità intriganti: abbiamo, per esempio, la tenace Azzurra (tipo acqua), il simpaticissimo Kabu (tipo fuoco) e il coattissimo Laburno (tipo drago…si fa per dire), acerrimo rivale di Dandel. La migliore, però, resterà sempre lei. Poppy, la capopalestra di tipo folletto.

Già dal primo impatto non sembra la fragile vecchina che ci vogliono far credere, ma solo quando avrete l’occasione di sfidarla potrete dire di aver sfidato il terrore.

Non so chi fa più paura tra lei e la vecchia de “La Città Incantata”.

Devo dire che mi erano mancati un sacco i carismatici capipalestra: sinceramente, quelli di “X e Y” erano mosci, mentre molti capitani di “Sole e Luna” non me li ricordo già più (a differenza dei Kahuna e dei Superquattro, che avevano personalità).

Passiamo al team cattivo, perché esso è un altro di quegli elementi che non mancano mai, in un gioco pokémon. Stavolta abbiamo a che fare con il Team Yell, un gruppo di hooligans (tifosi accaniti) che hanno occhi solo per Mary e fanno di tutto per metterla in imbarazzo, visto che quello che riescono a fare consiste solo nel mettere a soqquadro Galar.

Come team non è affatto male, ma mi è mancata quella presenza di cattivoni ricorrenti e minacciosi. Almeno il Team Skull e l’Associazione Aether di “Sole e Luna” incutevano un po’ di timore.


Passiamo a uno dei punti principali del gioco: i pokémon. La nuova generazione (la ottava, per essere precisi) introduce un’ottantina di nuove creature, inclusi starter e leggendari. Un po’ pochini, rispetto al passato, ma forse è meglio così, sennò i creatori avrebbero avuto ancora più difficoltà a trovare delle idee.

I tre starter sono carini, ma non gridano al capolavoro (soprattutto Sobble, il pokémon acqua). Io ho scelto Scorbunny perché era il più interessante e non me ne sono affatto pentito, visto che la sua evoluzione finale mi piace parecchio (ricorda un calciatore, quindi è molto in linea con lo stile di Galar).

Alcuni pokémon sono interessanti, come Corvinight, l’evoluzione finale del sempreverde pokémon uccello del gioco, e Toxel, dal doppio tipo Elettro e Veleno; altri sono esilaranti ma geniali, come Cramorant, un altro volatile che riemerge, dopo aver eseguito la mossa Sub, con un pesce in bocca (oppure un Pikachu…immagine dissacrante ma pure un po’ creepy). Se viene colpito subito dopo, Cramorant sputa ciò che ha nel becco addosso al nemico, ferendolo in maniera moderata.

Adoro. Della serie “Ti tratto a pesci in faccia” (in questo caso, “addosso”).

Altre creature sono trash e inspiegabili, proprio come da previsione. Abbiamo il pokémon latte Milcery (spero non sia commestibile), che si evolve in Alcremie, un pokémon cremoso.

Poi abbiamo il demonietto Impidimp, che evolve in due volte e assume fattezza sempre più orrende.

Infine, direttamente da “La Bella e la Bestia”, abbiamo Chicco e Mrs. Bric, alias Sinistea e la sua evoluzione Polteageist. I nomi, però sono geniali, e anche loro sono molto in linea con l’atmosfera british di Galar.

Il premio “miglior trash”, però, lo vince Applin, il Pokémon Mela.

Creatività portami via. Evolve addirittura due volte. Interessante, però, il suo doppio tipo, Drago e Erba. Un’accoppiata che non si vede spesso.

Per fortuna, alcuni pokémon adorabili contrastano la bruttezza trash, come Yamper, il corgi elettro, e il simbolo di questa nuova generazione, ovvero la pecorella Wooloo. Continuo a pensare che il suo musetto morbidoso sia tutto una facciata e che in realtà covi più rabbia di un Primeape esasperato al limite.

Per la prima volta, abbiamo ben 4 pokémon fossili, ognuno senza evoluzione. Si possono ottenere combinando due dei 4 fossili recuperabili nelle Terre Selvagge. Io ho ottenuto solo Arctozolt, dall’interessante doppio tipo Ghiaccio e Elettro.

Ancora non so se reputarlo carino o osceno, ma è forte.

Riprendendo la strada iniziata da “Sole e Luna”, alcuni pokémon posseggono la forma regionale di Galar, come Meowth (la prima creatura in assoluto ad avere sia la forma Alola che Galar), Ponyta, Farfetch’d, Corsola, Zigzagoon, Mr. Mime e Yamask. Ma non è tutto: questi pokémon hanno ottenuto un’evoluzione nuova di zecca! Persino Meo, la cui forma Galar si evolverà in Perrserker (brutto come la fame). Per la prima volta, Corsola, Farfetch’d, Mr. Mime e Yamask hanno delle loro evoluzioni, mentre Zigzagoon non si fermerà a Linoone, ma potrà diventare Obstagoon, una creatura figa ma inquietante, perfetta per diventare la mascotte dei Kiss.

Personalmente, di queste evoluzioni ho solo Sirfetch’d. è molto forte, anche se l’ho sostituito con Lucario, in quanto è e sarà per sempre il mio pokémon lotta preferito.

Solo io sono rimasto felicissimo che finalmente anche Farfetch’d è riuscito a ottenere una linea evolutiva? Era l’unico della prima generazione ad essere rimasto solo, povero pennuto amante del porro. Tra l’altro, il porro ha un ruolo importantissimo per la sua evoluzione.

Ovviamente, alcune creature sono disponibili solo in una delle due versioni, quindi per completare il Pokédex vi tocca fare scambi con altri Allenatori. Io voglio assolutamente Ponyta di Galar, è troppo carino.

Concludo la sezione “Pokémon” riguardo i leggendari: Zacian è sempre il più bello, ma anche Zamazenta ha riguadagnato punti. Il terzo leggendario fa paura in tutti i sensi: è spaventoso e cattivo, ma anche brutto come pochi, sembra privo di ispirazione. Però è molto forte, lo sto usando or ora. Avrei voluto più informazioni sulla relazione tra loro tre…presumo verrò accontentato con il sequel, stile “Ultrasole e Ultraluna”.


Il gameplay è sempre lo stesso: lotte tra squadre di pokémon, a volte in singolo, altre in doppio.

La novità è rappresentata dagli scontri Dynamax: in essi, dovrete affrontare la versione maxi di un pokémon. Essendo mille volte più grosso, il nemico diventa più potente e resistente. Tuttavia, almeno nelle lotte standard, lo stato Dynamax dura solo per 3 turni, poi il pokémon torna nella sua forma normale. La strategia migliore per vincere questo genere di lotte è trasformare in Dynamax il pokémon il cui tipo è forte contro quello nemico, oppure attendere che l’avversario esaurisca il suo periodo di potenziamento.

Alcuni pokémon hanno una forma Gigantamax, ovvero Dynamax ma con un aspetto diverso dallo standard. Queste creature sono molto più rare da ottenere.

Molto legate al meccanismo Dynamax sono le Terre Selvagge, un’area che copre gran parte di Galar. In esse è possibile trovare un numero spropositato di pokémon e in ogni zona (ce ne sono una decina circa) le specie cambiano radicalmente a seconda del tempo (per esempio, quando nevica, piove, c’è il sole che spacca le pietre oppure c’è una tempesta di sabbia). All’interno di queste terre è possibile trovare delle piccole grotte, al cui interno si possono affrontare dei Raid, ovvero battaglie a squadre per sconfiggere un nemico in stato Dynamax/Gigantamax. Si possono ottenere aiuti sia da giocatori reali, convocati tramite internet, oppure da CPU random, anche se molto pippe. La difficoltà della lotta è indicata dal numero di stelle (1 se è facile, 5 se è difficilissima). Per vincere questi raid, bisogna sconfiggere l’avversario in meno di 10 turni oppure venendo mandati K.O. meno di 4 volte, sennò si viene cacciati dalla grotta. Una volta sconfitto il nemico, lo si può catturare e ottenere ricompense speciali, come MT, caramelle rare e altri oggetti interessanti.

Girovagando per le Terre, è possibile anche trovare numerosi strumenti, come MT, ingredienti per il curry oppure bacche.

A proposito di curry…un’altra novità di “Spada e Scudo” riguarda la possibilità di fare campeggio in alcune aree di Galar. Piantata la tenda, si può giocare con i propri compagni oppure preparare una grande specialità di Galar…il curry.

Com’è possibile che il curry sia la specialità di una regione ispirata all’Inghilterra? Avrei preferito il fish and chips, a sto punto.

Tornando al curry…si può preparare usando diversi ingredienti, uno più appetitoso dell’altro. Scelti gli ingredienti, si prepara il piatto attraverso un minigioco semplice. Finito di giocare, si arriva al risultato. Più punti durante il minigioco si ottengono, più il curry esce squisito, sennò farà schifo sia a voi che al pokémon a cui volete farlo assaggiare. Ogni curry preparato viene memorizzato in una specie di rubrica.

Un altro elemento di novità riguarda i Watt, un secondo metodo di pagamento per ottenere oggetti chiave, soprattutto MT rare, oppure potenziare la vostra bici. Essi si possono ottenere visitando le grotte per i Raid (quelle occupate da un pokémon contengono molti più watt) oppure sconfiggendo creature circondate da un’aura colorata.


Il Dynamax comporta la totale assenza delle megaevoluzioni e delle mosse Z. Sinceramente, non ne ho sentito la mancanza.

A ritornare in grande stile, invece, sono le palestre. Come sempre, prima di arrivare al Capopalestra, bisogna affrontare delle missioni e delle lotte. Ogni sfida presenta missioni completamente diverse. Di certo, affrontare le palestra è stata una delle mie parti preferite. La prima palestra rimarrà negli annali perché la sfida per accedere alla lotta finale consisteva in nientepopodimeno che…spingere dei Wooloo verso il traguardo.

Tra poco mi metterò a contare i Wooloo, quando avrò bisogno di addormentarmi. Che persecuzione, sono dappertutto.

La parte più epica riguardo le palestre è che sono in realtà degli stadi, tipo quelli in cui avvengono le partite di calcio. Infatti gli sfidanti (noi compresi) dobbiamo indossare una divisa e affrontare l’avversario davanti a centinaia di spettatori, sia in tv che dal vivo. Alla faccia della palestra, questo è un evento in rete nazionale. Ciò rende ogni lotta più adrenalinica, sembra davvero di stare affrontando la battaglia più importante della vostra vita.


Un’altra caratteristica nuova di questo gioco è la possibilità di collezionare carte di capipalestra, allenatori importanti oppure gli sfidanti o amici che incontrate tramite internet. Queste carte sono molto carine e possono rivelare particolari importanti su determinati personaggi. Potete fabbricare la vostra carta nel PC Pokémon.

Altra funzione nuova presente nel PC è il PokéJob. Esso è una piattaforma di lavoro che permette ai vostri pokémon di svolgere lavoretti in cambio di esperienza e oggetti utili. Detta così, però, pare che li stiamo facendo schiavizzare…Ogni mansione è adatta a un tipo particolare di pokémon. Infine, nel PC, oltre a gestire come sempre i pokémon catturati, si può giocare alla lotteria. Per la prima volta, non bisogna andare solo in un determinato posto per tentare la fortuna, ma si può comunque fare solo una volta al giorno.


Un ottimo elemento introdotto in “Let’s Go Pikachu e Eevee” è la possibilità di poter vedere i pokémon nel cosiddetto overworld. Alcuni appaiono camminando nell’erba alta, oppure pescando, altri invece sono perfettamente visibili a occhio nudo, soprattutto se sono specie forti e rare (nelle Terre Selvagge). Alcune creature possono apparire interagendo con l’ambiente, oppure scuotendo troppo gli alberi di bacche.


Passiamo all’elemento che più mi ha conquistato: lo stile british di Galar. è palese che questa regione sia ispirata all’Inghilterra. Da grande amante di Londra e dintorni, ho apprezzato davvero tanto questo cambiamento di stile, soprattutto perché nella regione precedente c’era un’influenza estremamente opposta, visto che Alola era ispirata alle isole hawaiane. Finalmente stanno cominciando a dare delle caratteristiche uniche a queste regioni, non sembrano più una la copia dell’altra.

Ogni luogo trasmette pace e tranquillità: personalmente, vivrei molto volentieri in una delle città di campagna presenti nella regione. Alcune città, ovviamente, sono più sviluppate e moderne, ma secondo me hanno comunque un grande fascino.

Non mancano neppure i dungeon, come la Miniera o il Bosco Brillabirinto, che mi è piaciuto un sacco sia per i colori che per il fattore esplorazione. L’unico appunto che mi permetto di fare è l’assenza di dungeon veramente impegnativi: ho sentito la mancanza della Via Vittoria dei vecchi tempi, lunga chilometri e piena di insidie ed enigmi.

In generale, bisogna dire che Galar non è enorme di suo: ci sono alcune città, alcuni dungeon e solo 10 percorsi. Però compensa con la sua bellezza.

Insomma, nonostante tutto, Galar come regione è promossa a pieni voti. L’ho apprezzata molto più di Alola.

L’elemento british, però, si nota pure nella cultura popolare della regione, in quanto la Sfida delle Palestre ha molti elementi in comune con il calcio: ogni combattimento importante avviene negli stadi, gli allenatori coinvolti devono indossare una divisa, viene tutto trasmesso in TV ma si può ammirare l’evento anche dal vivo, il tifo, gli hooligan. Insomma, molte volte mi è sembrato di giocare a calcio. Stranamente, da persona non amante del calcio quale sono, ho apprezzato molto questa impronta stilistica. Ha dato quel tocco di originalità che mancava da molto, in questa serie. Simpatica anche la trovata delle carte da collezionare, anche se sono pochine.


Passiamo all’aspetto grafico del gioco.

Purtroppo non è il massimo che ci si potrebbe aspettare da un gioco Switch: i personaggi sono carini, sì, ma c’è poco avanzamento da “Sole e Luna”. Se è vero che hanno usato animazioni riciclate, la delusione è più forte. Le ambientazioni, però, sono molto belle e accattivanti (alcune città e il Bosco Brillabirinto valgono tutto il gioco), nonostante si veda palesemente qualche glitch, tipo gli alberi sgranati delle Terre Selvagge.

La colonna sonora, invece, è una garanzia.

Se ritenevo la colonna sonora di “Ultrasole e Ultraluna” un capolavoro, quella di “Spada e Scudo” è micidiale. Ci sono un sacco di musiche che restano in testa per moltissimo tempo, come le tracce dedicate ai singoli personaggi (Sonia, Beet, Hop e Mary soprattutto) e quelle dedicate alle lotte. La musica che parte quando si combatte contro il Capopalestra è l’apice della figaggine: tutta energia e techno. Senti davvero l’adrenalina della lotta, soprattutto perché la sua intensità cambia con il progredire della lotta. Quando il nemico arriva all’ultimo pokémon, con tanto di momento Dynamax, succede l’inaspettato: partono i cori da stadio del pubblico. Molto stile calcio, sì, ma gasa come non mai. La lotta entra davvero nel vivo.

Grazie, compositore della colonna sonora. Davvero, grazie di cuore.


“Pokémon Spada e Scudo” non sono dei capolavori, come non lo sono mai stati i giochi precedenti. Molti “fan” (se così si possono chiamare) li hanno massacrati già da prima che uscissero, usando ogni scusa bella e buona. Anch’io, per colpa di queste critiche gratuite, ero partito con molto scetticismo, ma mi sono ricreduto dopo pochissime ore di gioco.

Questi due nuovi giochi hanno provato a darci nuovi elementi, restando comunque fedeli al canone. La trama è sempre la stessa, animazioni e grafica sono un po’ meh, non si possono ottenere tutti i pokémon, è vero. Bisogna farcene una ragione.

Tuttavia, ci sono state presentate molte cose degne di nota: meccanismo della palestra finalmente degno di essere definito tale, una regione stupenda e piena di spunti (forse non spremuti come avrebbero meritato), personaggi interessanti, musica fantastica e un grado di difficoltà finalmente impegnativo (le Terre Selvagge e i combattimenti a gioco inoltrato sono tutt’altro che una passeggiata). Non nego, però, che buona parte del potenziale non sia stato sviluppato a dovere, soprattutto perché l’era 3DS è finita, ora siamo sulla Switch, una console completamente diversa e più potente. Secondo me, potevano tranquillamente approfondire alcune cose…ma ormai ho capito bene quelli della Game Freak e della Nintendo. Sono dei perfetti capitalisti. Quindi sanno già che quello che vogliamo, probabilmente, ce lo daranno.

In un sequel/reboot di “Spada e Scudo”. Proprio com’è successo con “Ultrasole e Ultraluna”.

Come si chiameranno questi due titoli potenziati?

“Spadasolenne e Baldoscudo”?

“Ultraspada e Ultrascudo”?

“Spada 2 e Scudo 2”?

“Spadaeterna e Scudoeterno”?

Ci penserà il tempo a risponderci. Probabilmente entro due anni.

Sempre se non avranno intenzione di uscire a sorpresa il tanto atteso remake di Sinnoh. Se lo facessero usando le caratteristiche buone di “Spada e Scudo”, sarei felice di tornare a giocare con Dialga e Palkia.

Mi raccomando, GEIM FRIC. Le idee ce le avete, sfruttatele bene.

RedNerd Andrea


Io sono una persona che odia spoilerare, ma ci tenevo a dire la mia anche su questioni riguardanti fasi avanzate della trama.

Chi ha già finito la storia principale o ama spoilerarsi le cose per puro masochismo, vada avanti. Sennò, chiudete questa pagina.

Io vi ho avvisati. ❤️ (continua a pagina 2)

2 thoughts on “POKÉMON SPADA È UN BUON GIOCO. ECCO, L’HO DETTO.

  1. Piloswineseyes ha detto:

    Io al solito, mi son tenuto ben lontano dagli spoiler perché ormai so che qualsiasi gioco Pokèmon venga fuori finisco per comprarlo. Dopo Let’s Go questo gioco ci stava alla grande. Certo, ho sentito un po’ la mancanza di Crobat (essendo fan sfegatato del tipo veleno) ma credo che molti giocatori di lunga data siano stati felici di liberarsi dalla piaga degli Zubat.
    Una cosa che mi ha fatto sganasciare è stata la presenza di Maractus. Prima dell’uscita in un forum un utente aveva scritto, a riguardo del pokèdex nazionale, aveva scritto un papiro sull’insensatezza della polemica esordendo con “A nessuno è mai fregato niente di Maractus e adesso vi lamentate perchè non lo inseriranno” e invece…
    A me l’assenza dei superquattro un po’ è pesata, forse però la mia è una reazione più dovuta alla nostalgia, in fondo il metodo del torneo finale è in linea con la struttura del gioco.

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Sì, in effetti Crobat è un Signor Pokémon che ho imparato tardi ad apprezzare, quindi è un peccato, però lo ammetto, ho esultato per la mancanza di Zubat rompiballe ovunque (anche se con i DLC, mai dire mai).
      Ahahahah Maractus fa sicuramente parte dei Pokémon che ogni tanto ti scordi che esiste (sarei curioso di leggere il papiro polemico, sarebbe la prima volta in cui leggerei qualcosa di impegnato su Maractus).
      Sì, a livello di nostalgia, l’assenza dei Superquattro si sente, anche perché davano quel colpo di scena in più alla storia, visto che alcuni venivano introdotti solo alla fine (Kahili di “Sole e Luna” ne è un esempio), però il torneo è molto fedele al gameplay di “Spada e Scudo” ed è per questo che mi è piaciuto.

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