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Io non sono minimamente fan degli horror con i fantasmi: se sono fatti troppo bene, mi spavento a morte, ma se sono fatti malissimo, rasentano lo schifo, quindi raramente mi “divertirei” nel vedere un horror del genere.

Ho cercato di aprire un po’ la mente, quando uscì “The Haunting of Hill House” su Netflix e finalmente incontrai un’opera che sapeva unire horror e drammatico: la storia era molto bella, non c’era traccia di trash e cringe e mi sono pure cagato sotto in diverse scene (chi ha visto la serie, probabilmente ha smesso di dormire bene per settimane a causa della scena della macchina).

Avendo apprezzato questa serie, ho atteso speranzoso anche la successiva, “The Haunting of Bly Manor”, soprattutto perché si trattava di una storia completamente nuova.

Per fortuna, la serie è stata finita in tempo, prima del sopraggiungere aggressivo del covid, quindi Netflix l’ha rilasciata senza ritardi.

Ho trovato a volte “Bly Manor” una storia non proprio horror, perché rispetto alla serie precedente, non ci sono molte scene spaventose, ma la storia e i personaggi mi hanno catturato così da tanto da ignorare alcuni difettucci.

E il finale è stato una mazzata emotiva.


Alcuni attori di “Hill House” sono tornati per questa nuovissima storia dell’orrore.

Victoria Pedretti (Nell) ora interpreta la protagonista della storia, la giovane bambinaia Dani; Henry Thomas (Hugh) è Henry, lo zio dei bambini a cui Dani deve fare da tata/istitutrice; Oliver Jackson-Cohen (Luke) è il tenebroso Peter Quint, socio di zio Henry; Carla Gugino (Olivia) è la narratrice della storia, mentre Kate Siegel (Theo) appare in un ruolo minore, ma chiave per comprendere la storia di Bly Manor.

A completare il cast ci sono numerose new entry nei panni degli altri personaggi che popolano Bly Manor: Jamie (Amelia Eve), la giardiniera; Hannah (T’Nia Miller), la governante; Owen (Rahul Kohli), il cuoco; Rebecca (Tahirah Sharif), l’istitutrice che ha preceduto Dani, e i nipoti di Henry, Flora (Amelia Bea Smth) e Miles (Benjamin Evan Ainsworth)

I personaggi sono molto interessanti e pieni di sfumature: la protagonista Dani è piena di sorprese e più eroica di quanto sembri. Adoro quando il personaggio principale della storia non è un ameba.

Il resto dello staff è formato da persone squisite: lo chef Owen è un cuoricino simpatico, la governante Hannah è una donna di grandi valori, mentre Jamie è ruvida ma epica nei suoi commenti.

I piccoli Flora e Miles sono tenerelli, ma sanno essere inquietanti, quando ci si mettono, soprattutto Miles, che spesso rasenta l’odioso.

Poi ci sono gli immancabili personaggi feccia: lo zio Henry e Peter Quint. Lo zio è il tipico “genitore” assente, mentre Peter è lo squallore in persona. Non vedevo un personaggio così pessimo da tempo. Però capisco che un cast non può mai funzionare a pieno, senza quella parte negativa del cast.

Tra l’altro, ho scoperto che Henry Thomas ha interpretato Elliott in “E.T.” e si è riunito con il leggendario alieno per uno spot natalizio, pochi anni fa. Dire che mi sono commosso è riduttivo.

Solo una cosa non ho gradito, riguardo il cast: Kate Siegel l’ho reputata sprecata per una comparsata di due episodi, visto che ha interpretato uno dei ruoli migliori di “Hill House”.

In generale, alcuni personaggi avrebbero meritato un pochino in più di background, ma come cast e caratterizzazione non mi sono dispiaciuti per nulla.



La storia, in poche parole, è: Dani viene assunta per badare ai piccoli Miles e Flora nell’imponente Bly Manor. Ovviamente, da serie horror qual è, arriva la svolta inquietante e Dani, insieme agli altri personaggi, dovrà fare luce su delle strane apparizioni.

Mentre assistiamo Dani nello scoprire cosa c’è dietro ai misteri della villa, avremo modo di conoscere meglio gli altri personaggi: inutile dire che ognuno di loro, anche i bambini, nascondono un lato oscuro. La parte più importante della serie, però, è il modo in cui si sviluppano i legami tra i personaggi. Non mancano le storie d’amore, ma non sono melense, né banali: sono, a mio parere, bellissime, sebbene tormentate.

Tutto il mistero intorno alle inquietanti apparizioni è sviluppato bene e le spiegazioni su cosa abbia scatenato tutto si è rivelato più interessante delle aspettative. Anche il collegamento tra il mondo terreno e quello sovrannaturale mi è piaciuto.

Onestamente, il finale è stato un colpo basso, molto bello ma più terribile di un pugno in pieno stomaco.

Il difetto maggiore di questa serie, per me, è che a tratti risulta lunga e pesante: alcune scene sono veramente lente, con poco mordente e troppi dialoghi. Sinceramente, mi sono abbioccato più di una volta. Per fortuna, gli ultimi episodi si sono rivelati molto coinvolgenti.


Nonostante alcuni allungamenti di troppo, i dialoghi sono interessanti soprattutto perché aiutano meglio a comprendere i personaggi. La narrazione fuoricampo è molto bella.

La storia funziona molto bene e alcuni colpi di scena sono stati interessanti, anche se avevo azzeccato un plot twist già dal secondo episodio (ciò non mi ha comunque impedito di prenderla a male). I personaggi sono molto interessanti.


L’elemento horror è un po’ deboluccio, soprattutto se paragonato con “Hill House”, che ci ha regalato certi infarti di primo livello, per non parlare delle scene angoscianti.

Qui ci sono momenti spaventosi, ma in maniera leggere, è tutto reso in maniera molto sottile. Alcune scene riescono a regalare un jump scare, ma in maniera molto umile.


Bly Manor è stupenda: la villa è enorme, il parco ancora di più. Se non ci fossero le apparizioni, io ci passerei volentieri l’estate. L’estetica, qui, vince a mani basse.

La storia è ambientata negli anni ’80 e si vede maggiormente grazie al look di Dani e alle musiche, sennò avrei pensato che fosse ambientato negli anni nostri (come nelle primissime, emblematiche scene).



“The Haunting of Bly Manor” narra una bella storia, puntando più sul dramma che sullo spavento. Devo essere sincero, un po’ di strizza in più la avrei apprezzata, ma le botte emotive subite soprattutto verso la fine compensano la mancanza di horror.

Chissà se ci sarà una terza serie, con una nuova villa, nuovi personaggi e nuovi orrori. Sarò masochista, ma spero mettano più scene di angoscia.

RedNerd Andrea

One thought on “THE HAUNTING OF BLY MANOR – Nuova dimora, nuova storia

  1. hommedlune ha detto:

    Penso che una recensione positiva della serie da parte di un non amante del genere abbia se possibile ancora più valore. Se vuoi sapere cosa ne penso io, ho appena pubblicato una recensione sul mio blog. Vieni a trovarmi se ti va 😉

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