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Siamo nell’era dei social, dei followers, dei like e delle visualizzazione.

Ormai piattaforme come Instagram, Facebook e Twitter hanno completamente condizionato la nostra vita. Chi, durante la giornata, non si ferma almeno una volta a guardare se il suo attore preferito ha messo una nuova foto, oppure se una vlogger ha pubblicato un nuovo video tutorial sui make up op o addirittura, in un momento di noia, non si mette a sbirciare le storie Instagram di tutti, persino di chi odia?

I social network sono parte integrata di noi, che ci piaccia o no.

Per alcuni, è una buona cosa. Ci sono persone che ci guadagnano con le visualizzazioni, come blogger, influencer, cantanti e attori. Ogni like può significare molto per loro.

Sono soprattutto le aspiranti celebrità a porre estrema fiducia su internet. Basta un piccolo colpo di fortuna e la loro vita potrebbe cambiare per sempre…anche se non è detto che sarà in positivo.

Perché Internet può essere anche un mondo pieno di oscurità e terrore o semplicemente di malignità e rancore.

La serie televisiva “Followers” ci fa conoscere proprio questa unione tra social network e mondo dello spettacolo, con tutti i suoi pregi e, soprattutto, difetti.


“Followers” è una serie televisiva giapponese drammatica, diretta da Mika Ninagawa e approdata su Netflix da poco più di un mese.


Le due protagoniste assolute sono la famosa fotografa Limi Nara (Miki Nakatani) e l’aspirante attrice Natsume (Elaiza Ikeda). A completare il cast ci sono le amiche di Limi, l’imprenditrice Eriko (Mari Natsuki) e la manager Akane (Yuka Itaya), e il suo assistente Yuruco (Nobuaki Kaneko); gli amici di Natsume, Sunny (KOM_I) e Nori (Yutaro); Tamio (Tadanobu Asano), una vecchia fiamma di Limi; lo youtuber Hiraku (Shuhei Uesugi) e la cantante Sayo (Mika Nakashima).

Limi è un personaggio che non passa inosservato, sia per il suo nome buffo, sia per la sua pettinatura, che mi ricorda un casco di banane. Caratterialmente, però, è una bomba. Pensavo fosse odiosa e villain, ma in realtà è un uragano di energia e professionalità. Ci vorrebbero tanti fotografi come lei, nel mondo. Sembra essere una persona realizzata, ma ovviamente è solo un’impressione superficiale.

Da ammirare la sua pazienza, visto che ha degli amici pazzi e una madre terribilmente svampita.

Natsume è l’esatto opposto di Limi: insicura, fragile, non si sente realizzata. Tuttavia, con le giuste spinte, è in grado di tirare fuori la grinta che piace tanto a Limi.

Anche gli altri personaggi sono interessanti, come Eriko, la signora giovane dentro, il superefficiente e affettuoso Yuruco e l’introversa Sunny. Sono tutti individui le cui storie sanno catturare, anche se non sono sviluppate tutte a sufficienza.

Io mi sono affezionato come un matto ad Akane, manager protettiva, forse anche troppo, ma capace di ragionare con la sua testa, senza cedere alle influenze esterne. Meriterebbe il premio per la migliore manager del mondo, visto che riesce a sopportare una come Sayo senza diventare un’omicida. La cantante è il personaggio più insopportabile del cast, piena di complessi che vengono spiegati in maniera sbrigativa. Risultato: difficile simpatizzare con lei.

Le dinamiche tra i vari personaggi riescono a essere coinvolgenti.


La storia consiste nell’intreccio delle vicissitudini dei vari personaggi, che in molte occasioni hanno modo di intrecciarsi.

Da un lato abbiamo Limi, una delle fotografe più apprezzate e ricercate in Giappone. Realizzata e piena di impegni, la ragazza sente, però, che le manca qualcosa: un bambino. Vedremo quindi la fotografa indipendente mentre cerca di costruire una famiglia, sempre rispettando il suo stile di vita impegnato e libero da vincoli matrimoniali. Grande prova di intraprendenza, soprattutto in un paese ancora pieno di forti tradizioni come il Giappone.

Dall’altro abbiamo Natsume, l’aspirante attrice che cerca disperatamente di fare il grande salto e diventare famosa. Peccato che continua solo a rimediare piccoli ruoli…morti. Sembra infatti che registi e produttori abbiano la tendenza a ingaggiarla per interpretare cadaveri. I fetish, quelli strani.

La ragazza sembra sul punto di gettare la spugna, ma accade l’inaspettato. Incontra una persona che può darle una spinta verso il successo: Limi.

Un like, un tag in un post e un follow.

Tutto cambia in un secondo.

Natsume diventa una celebrità, un astro nascente. Riesce finalmente a entrare in quel mondo che sogna da bambina.

Non sarà tutto rose e fiori. La ragazza dovrà fare i conti con la maledizione dei social: ogni sua azione resta impressa online, alla mercé di chi ha aspetta il momento giusto per sfogare le proprie frustrazioni e invidie. Un passo falso e rischi di bruciare la tua carriera.

Un secondo per diventare qualcuno, un secondo per tornare nell’oblio.

Riuscirà Natsume a sfruttare al meglio ogni sua possibilità? Riuscirà a realizzare i suoi sogni?

Oltre alla storia delle due protagoniste, legate ma quasi sempre distanti tra loro, abbiamo modo di seguire anche gli altri personaggi: per esempio, Eriko è alle prese con una storia con un ragazzo molto più giovane di lei; Akane tribola tra il lavoro estenuante con la difficile Sayo e il desiderio di trovare finalmete l’uomo giusto per lei; Sunny vuole essere qualcuno, proprio come la sua amata migliore amica e dipinge, dipinge e dipinge.

Ogni storia ha del potenziale, ma non viene sfruttata al 100% a causa di background poco completi. Avrei voluto sapere di più sull’amicizia tra Sunny e Natsume, com’è nata. Avrei voluto conoscere meglio la Limi Nara ai tempi del suo esordio, oppure qualcosa in più su Yuruco e, soprattutto Sayo: cosa la spinge a comportarsi come ragazzina viziata?

I 9 episodi scorrono che è una meraviglia, tanto che mi è sempre dispiaciuto arrivare ai titoli di coda. A questo punto, potevano fare 2-3 episodi in più per stendere in maniera migliore sia la trama principale che possibili flashback. Anche la storyline di punta, infatti, soffre un po’ di una gestione sbrigativa: tra una scena e l’altra possono anche passare mesi oppure pochissime ore, ma non è mai chiaro. Un vero peccato.

L’episodio finale, però, è una grande soddisfazione.

Essendo una serie drammatica, ci sono molti momenti intensi, soprattutto quando uno dei personaggi affronta una ricaduta. Tuttavia, c’è anche spazio per risate o imbarazzi dovuti a scelte trash squisitamente giapponesi.

Ho trovato alcuni messaggi molto azzeccati, vista la società attuale: donne che vogliono (e possono) essere indipendenti, la pericolosità dei social, amori senza confini…Ci sono temi che non bisogna smettere mai di trattare, sebbene siamo nel 2020. Vogliamo tanto far vedere di essere avanti, ma a volte siamo ancora al punto di partenza.


La sceneggiatura riflette alla perfezione lo stile della trama: interessante, scorrevole e coinvolgente fino alla fine, ma pecca di mancanza di chiarezza e approfondimento.

I personaggi hanno bisogno di quel quid per rimanere davvero impressi nella memoria dello spettatore. Non basta un abito audace o una capigliatura particolare.


“Followers” è ambientata nella grande Tokyo, quindi possiamo vedere modernità, moda, follia. C’è spazio anche per i bellissimi alberi di ciliegio in fiore. Almeno chi non si è potuto gustare l’hanami, può recuperare tramite questa serie.

L’elemento fashion cattura con aggressività, sin dal primo secondo, l’occhio dello spettatore. Non c’è un abito che non urli “lusso” o “carattere”, i personaggi hanno colori sgargianti e tinte strutturate in maniera peculiare (in primis Limi con il suo casco di banane, Sunny e Natsume, ma anche Sayo non scherza, visto che cambia acconciatura in quasi ogni episodio).

Molti personaggi vivono nel lusso, data la loro ammirabile carriera, e ci viene mostrato tramite le loro dimore bellissime, perfette, arredate da sogno. Ammetto che per un secondo li ho invidiati. Ma che dico…li ho invidiati per tutto il tempo.

Colonna sonora molto carina, ovviamente le tracce sono molto moderne e pop, grazie anche alla presenza di Mika Nakashima, cantante conosciuta anche dal pubblico occidentale in quanto interprete di Nana Osaki nel live action di “Nana”.

Da “bravo” praticante della lingua giapponese, ho visto tutta la serie in lingua originale e l’ho trovato un ottimo esercizio, visto che bisogna imparare bene le cadenze più informali. Le voci di alcune attori sono molto belle: Mari Natsuki, per esempio, è la voce originale della terribile Yubaba in “La Città Incantata”. Ora ho un motivo in più per guardarlo in originale.


“Followers” mostra luci e ombre del mondo dello spettacolo, ma soprattutto dei social network. Entrambi possono cambiare la vita di una persona, ma possono anche distruggerla. La fama ha sempre un grande prezzo da pagare, soprattutto quando non si riesce a sfruttarla al meglio.

I social network sono il futuro, ma se usati male possono rappresentare anche la rovina della società.

RedNerd Andrea

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