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BULLET TRAIN – Mix di Giappone e caos americano. TEKKEN: BLOODLINE – Un adattamento decente, sì! DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA

Sono una persona molto lamentosa. Ho la critica facile e non mi trattengo molto spesso dal farla davanti alle persone. Lo so, è più forte di me.

Se non mi lamento dell’università, mi lamento del tempaccio, mi lamento del mio mal di testa facile, mi lamento delle persone. Insomma, la mia abilità “lamentela” ha durata infinita.

Questa volta, le vittime delle mie critiche sono le persone con cui sto convivendo da quasi 8 mesi: i coinquilini del mio dormitorio.


In tutto siamo in otto, nel mio blocco. In realtà, uno non si è mai stabilito definitivamente, visto che sarebbe dovuto arrivare in pieno periodo di emergenza virus, quindi ha dato forfeit subito e così siamo in sette.

Fino a marzo c’erano altri due ragazzi, ma hanno deciso di cambiare dormitorio. Guarda un po’, appartenevano alla categoria dei coinquilini decenti.

Alcuni miei amici sono stati fortunati, perché sono capitati con persone amichevoli, con cui fare quattro chiacchiere e uscire persino a mangiare fuori.

Io, ovviamente, sono stato ignorato dalla Dea Bendata e sono finito con persone non solo leggermente asociali (molto più di me…e ce ne vuole), ma in alcuni casi anche poco gradevoli.

Per dire che sono asociali, mi riferisco in generale, non esclusivamente in questi mesi di emergenza, dove tutti (me compreso) cercano di evitare ogni tipo di contatto ravvicinato.

Questi sono poco socievoli di loro. Ci facciamo solo un cenno o un saluto, al massimo una domandina così tanto per e tanti saluti.

Le persone più socievoli erano uno dei due che se ne sono andati a marzo (vedeva spesso film occidentali, quindi abbiamo parlato di “Mission Impossible”, “Jurassic Park” e “Indiana Jones”) e il leader del mio blocco, che al momento è fuori Sendai.

La cosa mi rode molto, visto che è il più intelligente e socievole dei sette. Senza lui che organizza le settimane di pulizia comune e mette avvisi per ogni cosa, la situazione sta scivolando lentamente nel caos, ma andiamo con ordine.


Vorrei illustrarvi che tipo di coinquilini ho in casa e perché mi fanno rimpiangere sempre di più di non aver preso un appartamento tutto per me.

Premessa: non specificherò nessuna nazionalità, perché stupidità e maleducazione vanno oltre una determinata cultura o nazione.


Comincerò dalle persone più normali.


Prima di tutto, il leader. L’unico che dialoga, si dà da fare continuamente per rendere pulite le zone comuni (ha pure aggiustato la cappa sopra i fornelli…fossi capace io) e organizza i turni settimanali delle pulizie e dello smistamento rifiuti. Ogni volta è sempre un piacere parlarci, peccato che sia fuori città fino a chissà quando.


Poi, c’è il nuovo arrivato che è riuscito a stabilizzarsi in tempo, prima dell’emergenza. Penso sia il più piccolo del gruppo, timido e silenzioso. Chissà, magari un giorno riuscirò a farci due chiacchiere, sembra una persona buona. Anche perché è il primo, dentro il mio dormitorio, che ho visto cuocere la pasta in maniera normale, usando la pentola. Sono commosso.


Discorso completamente differente per il terzo coinquilino che vi presento. Lui cuoce la pasta in una vaschetta di plastica piena di acqua…dentro il forno a microonde. La prima volta che l’ho visto all’opera è stato un trauma. Il mio cuore italiano non si è ripreso per un mese intero. Ci mette almeno il triplo di quanto ci metterebbe con la pentola. Ultimamente, però, non l’ho più visto dilettarsi con la pasta al microonde. Magari ci ha rinunciato. Meglio così, sennò lo prendevo da parte e gli davo lezioni di utilizzo corretto della pentola.

Mister “Pasta al microonde” è un’anima in pena. Ogni volta che deve fare cose in sala comune, entra e esce dalla sua camera almeno una decina di volte. Ogni giro che fa, si tratta di una piccolissima azione, come buttare una cosa nel secchio, poi tornare e buttarne un’altra, poi prende da mangiare, poi butta la confezione.

A zì, metti un po’ d’ansia co sto andirivieni. Fai un unico giro e basta. Quando devo cucinare, me lo trovo spesso tra i piedi, in questi casi.

Però anche lui cerca di dialogare e con me trova terreno fertile. Una volta ha esordito salutandomi con “Ciao”. Sì, proprio un “Ciao” italiano. Io pensavo volesse dire qualcos’altro, perché mai mi sarei immaginato a sentirlo fare un saluto italiano. Poi ha chiesto come andava la situazione corona in Italia. Un’altra volta, invece, ha detto che gli edamame (fagioli di soia) che stavo facendo in pentola sembravano buoni. Aveva ragione.


Poi c’è mister “Tutto dovuto”, umanamente decente ma poco collaborativo nelle faccende domestiche perché tanto “vengono a pulire quelli della ditta una volta a settimana”.

Bello de casa, ok, ma questo non vuol dire che puoi seminare per tutta la sala acqua per terra o sul tavolo. Almeno asciuga con un panno, che te costa? Che poi qualcuno calpesta l’acqua con i sandali e se la trascina per tutto il blocco.

Perdite d’acqua a parte (dovrei soprannominarlo “Rubinetto difettoso”), si comporta bene, anzi si arrabbia molto se qualcuno usa le sue cose non solo senza avvisarlo, ma senza nemmeno pulirle a pasto completo. Giustamente, aggiungerei. A livello di lamentele, probabilmente mi supera…il che è tutto dire. Anche lui ha i suoi momenti di socievolezza. Una volta mi ha offerto del caffè che stava facendo per la prima volta con il filtro di carta. Forse, più che generosità verrebbe da chiamarla “esperimento con cavia”, ma è stato un gesto che ho davvero apprezzato. Spero di ricambiare, un giorno.


Si scende sempre di più nel disagio, perché ora tocca a Dracula.

Questo ragazzo lo soprannomino “Il Vampiro”, perché non si vede quasi mai prima delle 21, si mette a cucinare verso l’una di notte, quando tutti dormono, non lo si vede mai entrare né uscire dal dormitorio (io l’ho visto solo una volta…forse) e si sveglia non prima delle 13.

Le uniche due volte che l’ho incontrato di mattina presto erano due occasioni speciali: quando dovevo prendere presto l’aereo, quindi ero uscito alle 5 e 30, oppure quando una scossa mi ha svegliato e, in preda all’ansia, ho cominciato a fare colazione alle 6, invece di provare (inutilmente) ad addormentarmi. Probabilmente lui stava facendo la capatina al bagno, prima di andare ufficialmente a dormire.

“Il Vampiro” è il coinquilino che mi è più difficile da inquadrare perché non ho propria idea di cosa faccia nella vita. Quando si poteva andare a lezione, non lo vedevo mai uscire per dirigersi al campus.

Il suo apice di stranezza consiste nell’urlare improvvisamente ogni 3×2, ovviamente verso tardo pomeriggio/sera. Non ho mai scoperto chi sia veramente questo urlatore che ci fa prendere infarti con esclamazioni acute e di intensità prolungata, ma visto che li sento provenire da molto vicino al bagno, sospetto sia lui, visto che la sua camera è lì accanto. Per quale cavolo di motivo lancia sti strilli improvvisi? Momenti ricorrenti di follia? È un aracnofobo grave e la sua camera è un covo di ragni ributtanti (in quel caso lo capirei)? Ama Celine Dion e si sente in vena di cantare almeno 3 volte al giorno il ritornello finale di “My Heart Will Go On”?

Secondo me è un gamer molto competitivo (molto più di me), perde spesso e si arrabbia.

Magari fallo in un orario in cui la gente o non dorme o non fa il pisolino pomeridiano, va.


E ora, dulcis in fundo, il coinquilino peggiore del gruppo. Si tratta di una persona che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico di avere in casa.

Lo soprannomino “Il Lurido” e ho tutti i motivi per farlo. È un essere cafone, sgradevole e diversamente intelligente (perché dire “stupido” è molto brutto…ma purtroppo lo è).

Ora vi elencherò tutte le belle cose che fa. Sembrerà di esporre una fedina penale.

Non pulisce e se lo fa, lo fa male. Ogni volta che mette mano in cucina, pulisce alla bell’e meglio e lascia sempre qualche ricordino, tipo alcune chiazze sul tavolo o resti di verdure nel lavandino. Caro mio, ma ci vedi? Sono cose che persino un debole di vista noterebbe, quindi fa il tuo dovere al 100%.

Occupa lo spazio altrui nel frigo. Ora, vi serve una premessa: abbiamo un solo frigorifero per 8, quindi ognuno ha un suo piccolo spazio e la regola del buon senso e della civiltà impone che non vengano occupati gli altri spazi, anche se sono poco usati. Se serve, bisogna chiedere il permesso. Ovviamente, lui se ne è fregato altamente per qualche mese e ha occupato anche gli altri spazi, compreso il mio, perché ogni volta compra una marea di cibo. Anche io, in casi molto urgenti, occupo uno spazio altrui (quello del tizio che non è mai venuto a vivere da noi), ma tempo di smaltire qualcosa e libero subito. Lui, no. Ha lasciato cose per mesi, tipo un pomodoro, che ho dovuto buttare io perché stufo di trovare cose altrui nel mio spazio. Era persino abbastanza marcio, visto che era sgonfio. Il leader lo ha scannato per bene. Una volta l’ho beccato in flagrante e gliene ho dette quattro. Dopo quel giorno, il mio spazio viene rispettato. Quello del coinquilino che sta accanto al suo no. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Tutto appartiene a lui. Ogni volta che cucina, deve occupare tutto il tavolo con la sua roba, che siano ingredienti o stoviglie che poggia lì per tirarne fuori altre. Il problema è che il tavolo è per 8 persone. Lui ne occupa più della metà solo per preparare da mangiare, poi si mette a mangiare in un altro punto. Se qualcun altro deve pranzare in quello stesso istante, deve ritagliarsi un piccolo spazio. Ecco quello che ho trovato, quando ho avuto la sfigata idea di mangiare nel suo stesso orario.

Solo il piatto con la pasta, il sale e la borraccia sono miei. Il resto è tutto suo. Io gliene vorrei dire quattro, ma lo sto già massacrando abbastanza, quindi mi sentirei in colpa a prenderlo di mira, al momento mi limito a lanciargli occhiate assassine. Vorrà dire che la prossima volta scanserò tutto senza chiedergli pareri. Così impara, visto che lo fa sempre. Mi sento molto Sheldon Cooper: ormai una determinata sedia è il mio posto abituale. Ovviamente è quella che occupa lui con la sua roba.

Stesso discorso per il cuociriso. Ce ne è solo uno per 8. Lui lo occupa per più ore. Una volta, in particolare, lo ha usato a pranzo e non lo ha liberato, anzi del riso doveva tenerlo da parte. Volendo fare del riso per cena, ho scritto sul gruppo “Chi ha lasciato il riso nel cuociriso? Levatelo pls, perché vorrei usarlo io”. Il tizio risponde che se ne era dimenticato e ora sta al laboratorio, chiedendomi di toglierlo e metterlo in una ciotola. Io sono stato gentile e l’ho fatto. Il leader e mister “Tutto dovuto” hanno invece detto di buttarlo, la prossima volta. E lo hanno detto nella chat in cui era presente anche lui. Ho scoperto che ci sono persone più perfide di me, in questo blocco. Adoro.

Per non parlare di quando usiamo insieme il fuoco. Per fortuna, ci sono due postazioni per cucinare con il fuoco a induzione. Ogni volta che condividiamo la cucina, io con la mia postazione, lui con la sua, lui quando finisce spegne il fuoco totale, non quello soltanto della sua postazione. Brutto cretino, abiti qui da 7 mesi e ancora non hai capito che c’è un pulsante per il fuoco totale e uno solo per la tua postazione? Se c’è qualcuno a cucinare insieme a te, spegni solo il TUO fuoco. Io gliel’ho fatto presente (in inglese, perché lui non sa il giapponese), ma lui ha capito che volessi usare la sua padella. Signore, dammi la forza, sennò compio qualche sciocchezza.

È uno sprecone del cazzo. Ovviamente dobbiamo pagare le bollette ogni mese, che comprendono gas, acqua e luce. L’elettricità si paga individualmente (e meno male, in questi mesi ho usato tanto riscaldamento perché si moriva di freddo, non volevo far pagare a tutti la mia freddolosità), ma l’acqua è condivisa, visto che la si può usare solo nelle sale comuni, come la cucina e il bagno. Da quando è arrivato lui, la bolletta dell’acqua è aumentata del doppio. Il motivo è semplice: usa troppa acqua. Il problema, però, è che la sparpaglia ovunque. Ogni volta che esce dal bagno, trovo laghi intorno ai lavandini. Un paio di volte, ho trovato il pavimento della doccia semi allagato. Faccio presente ogni settimana di non lasciare pozzanghere fuori da lavandini e docce, sia perché è una mancanza di rispetto per chi pulisce e per chi usa i servizi dopo di lui, sia perché ne paghiamo le conseguenze in termine monetario. Se ne sbatte altamente, visto che anche oggi ho trovato il lago di Campotosto fuori dai lavandini.

Sporca in maniera oscena. Alcune volte in bagno (ogni volta che lo vedo uscire, quindi posso dire di avere le prove), lascia roba fuori dal gabinetto…e non credo sia acqua. Una volta ha lasciato roba disgustosa che non era né quella che esce da davanti che quella che esce da dietro. Non mi sono potuto lamentare perché ero in uno stato di shock, sennò lo annegavo nel cesso.

Ma il peggio arriva quando ha finito i suoi bisogni al bagno. NON SI LAVA LE MANI. Con tutto che siamo in piena emergenza, con il leader che ha scritto sulla lavagna della sala comune “Lavateve e mani!” e mi vede ogni volta al lavandino che mi inondo le mani di acqua e sapone, dopo ogni mio affare al gabinetto, lui se ne frega altamente e non si degna nemmeno di sciacquarsele. Eh, ma allora dillo che sei un lurido ignorante, perché anche gli altri, non solo io, lo fanno.

Ogni tanto regala altre chicche, tipo quando esce per fare una passeggiata e indossa le stesse pantofole che usa sia dentro le sale comuni che dentro la sua stanza. Ok che sono leggermente paranoico (la situazione italiana mi ha condizionato molto), ma almeno le norme basi rispettale. Mi auguro che faccia solo passeggiate in solitaria e non si incontri con gli amici, perché io, che non vedo i miei amici da più di un mese, lo meno.

Ultimo punto, ma non meno importante: è acusticamente molesto. Sta sempre al telefono 24 ore su 24 e lo si sente da fuori la stanza. Una volta sono dovuto andare al bagno alle 2 di notte e lui stava ancora al telefono e si sentiva. Ma il peggio arriva quando è al bagno: ogni giorno, prima e dopo ogni singolo pasto, ma anche in momenti extra, fa gargarismi orribili al lavandino, per poi fare uno sputacchio piccolo. Ho il sospetto che lo faccia pure in cucina, sulla sacchetta in cui bisogna mettere i resti del cibo preparato. La trovo un’azione molto disgustosa e pericolosa, visti i tempi che corrono. Il bello è che lo sento io, che ho la stanza in fondo al corridoio, mentre lui li fa al bagno, accanto all’ingresso che è all’inizio del corridoio. Io vorrei dirgli “Zì, placate. Se devi scatarrare, fallo con il minimo rumore”, ma non ho idea di cosa possa avere fisicamente: magari ha qualche disturbo o patologia che gli compromette la gola, quindi potrei risultare cafone. Nel dubbio, chiamo l’esorcista e il centro di disinfestazione bionucleare, visto che ogni volta che si libera la gola sembra di sentire un Alien partorire o Godzilla mentre rutta.

Una volta mi ha svegliato alle 7 di mattina, con i suoi rumorini. Maledetto.


Ci vuole tanta pazienza con i miei coinquilini, soprattutto perché devi fare le cose per loro.

Per esempio, la posta. Ogni tanto arrivano dei pacchi Amazon per loro, ma quando il fattorino suona, loro per magia non vengono a rispondere, nonostante siano in camera. Quindi, tocca a qualcun altro andare dal fattorino, prendere il pacco e avvisare il suo vero proprietario dell’arrivo. Mi avete scambiato per il vostro portiere? Se sapete che ci sta un pacco in arrivo di giovedì, fatevi trovare nell’edificio o almeno degnatevi di rispondere al citofono. Una volta, ho dovuto prendere il pacco per il “lurido”, con tutto che lui che era in stanza comune. Il motivo? Non poteva. Eppure non stava facendo una mazza. E io che gli ho pure dato retta.

Una volta, invece, avrei dovuto prendere un pacco per Dracula, ma serviva la sua firma. Io sono una persona (anche troppo) corretta, non me la sentivo di falsificare una firma per uno che conosco a malapena, quindi il postino ha portato il pacco nell’edificio principale del dormitorio, dove si trovano le cassette della posta individuali.

Già mi tocca fare da portiere per loro, quindi non mi degno minimamente di pulire la loro acqua o i loro resti di cibo, per non parlare della roba peggiore. Io non pulisco niente che non sia mio. Non sono un cameriere, se devo pulire cose altrui, lo faccio all’izakaya dove faccio il part time (quanto mi manca, sono due mesi che non posso – giustamente – lavorare).

Un altro problema che sta aumentando ultimamente è lo smistamento della monnezza. Prima della “quarantena”, ogni settimana uno di noi doveva occuparsi di cambiare i sacchi della spazzatura quando diventavano pieni e buttarli al punto di raccolta comune. Già a quei tempi, c’era chi non lo faceva (tipo il vampiro, che esce una volta sì e 100 no), ma vabbè, io tra lezioni e momenti di zonzo al centro, uscivo spesso e volentieri, quindi me ne occupavo io. Ora che stiamo tutti rimanendo a casa, il programma è sballato, anche perché il leader è fuori Sendai e non sta organizzando i turni. Quindi chiunque ha il dovere di cambiare sacco, quando è pieno, e buttare la spazzatura quando esce. Ovviamente, c’è chi lascia il sacco riempirsi oltre l’orlo e ovviamente, c’è chi non butta i sacchi quando esce, nonostante i sacchi siano pieni fino all’orlo e ovviamente, c’è chi non butta i sacchi quando esce, sebbene si trovino in bella vista, davanti alla porta. Ultimamente, le cose sono cambiate…perché mi sono lamentato. Ma perché bisogna per forza lamentarsi, qui, per ottenere qualcosa?


Dopo 7 mesi di convivenza con queste persone, un po’ ci ho fatto l’abitudine, ma alcune cose non riesco comunque a sopportarle.

Invidio moltissimo le mie compagne connazionali che vivono da sole in un appartamento o gli altri studenti che hanno avuto la fortuna di capitare con compagni socievoli ed educati.

La prossima volta me ne frego delle indicazioni dell’università e richiederò un appartamento. Preferisco parlare da solo o sentire i vicini delle abitazioni accanto, piuttosto che venire svegliato alle 7 di mattina da Alien che partorisce.

Il mio rant (blaterare) criticone e acido è finito, andate in pace.

Prometto che torno a essere gentile e pacifico.

Spero.

Che esperienze meravigliose avete avuto con i vostri coinquilini? Se vi va, raccontatemelo, così mi sento meno solo.

RedNerd Andrea

14 thoughts on “COINQUILINI – COME FARTI VENIRE LA VOGLIA DI VIVERE DA SOLO

  1. Disamina decisamente puntuale… e divertente! 🤣

    Per il vampiro, potrebbe essere sindrome di Tourette? In quel caso si capirebbe anche il motivo dell’auto-isolamento…

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Ahahahahah grazie! Sentivo la necessità di sfogarmi. 😂
      Guarda, non ti so dire, sento sempre gli urli (che sono sempre “OOOOOOOOOO” o qualcosa del genere) quando la persona è in camera. Ogni volta che lo incontro, è questione di secondi e ha parlato sempre in maniera ordinaria. Se così fosse, urli a parte, starebbe facendo un lavorone.

      1. Era un’ipotesi del tutto basata su congetture, quindi potrei essere moooolto fuori strada! 🙂

        1. RedNerd Andrea ha detto:

          Ma pure io, potrebbe semplicemente soffrire di crampi fulminanti ricorrenti e quindi gli viene da ululare per evitare bestemmie nella sua lingua 😂

  2. Piloswineseyes ha detto:

    Che storia! Fortunatamente sono sempre stato più o meno culato con i coinquilini. A parte un anno in cui venne una tizia per un semestre che era estremamente distratta e un po’ sudicia. Ad un certo punto dalla cuncina sono cominciate a sparire le tazze e per mesi non le ho ritrovate. Un giorno mi serviva la ventosa per il lavandino che era nel suo bagno e quando sono entrato, tutte le tazze sparite erano nel suo gabinetto. Bho.
    Comunque sì, i dormitori con la cucina comune sono terribili. Il periodo che sono stato in Lituania condividevamo la cucina tipo in 12 persone, il delirio era soprattutto nelle ore di punta perché, ovviamente, non ci stavamo tutti. Poi c’era un pazzo che si divertiva a lanciare raudi nei corridoi. La gente è strana.

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Uao, hai avuto anche tu delle belle esperienze ahahahah mi hai fatto ricordare che ogni tanto uno dei saponi per le mani dei bagni comuni sparisce e lo ritroviamo in una delle cabine gabinetto. 😂 Per fortuna, da me non è sparito niente, se qualcuno dovesse cominciare a fregarmi da mangiare, altro che lamentele ahahah
      Da noi, già è un casino se siamo solo in tre in sala comune a mangiare.

      1. Piloswineseyes ha detto:

        Il sapone nella cabina del gabinetto…poco sgamoso. Almeno si comprasse il suo se proprio deve!
        Tra l’altro nel mio dormitorio c’era uno psicopatico che di notte bussava alle porte e poi si fiondava in stanza ad indicare e nominare tutto ciò che uno aveva in mostra. I dormitori spesso pullulano di persone opinabili.
        Durante l’università ne ho sentite di storie assurde

        1. RedNerd Andrea ha detto:

          Ahahahahahah ma infatti!
          Oddio, da manicomio il tuo tipo.
          Concordo, alcuni miei amici mi hanno raccontato certe storie…

      2. RedNerd Andrea ha detto:

        Questo articolo ha portato sfiga: stanotte e stamattina uno dei saponi era di nuovo sparito e ho trovato il lago di Garda fuori dal lavandino (e ho visto il colpevole di quest’ultimo “crimine” all’opera…20 minuti di apertura massima dell’acqua…non oso guardare la prossima bolletta). Tra poco otterrò la Laurea Magistrale in Lamentela e Rottura di Maroni.

        1. Piloswineseyes ha detto:

          Speriamo che il tizio non abbia un quinto senso e mezzo per cui ha percepito che stavi parlando di lui ed ha deciso di vendicarsi.

          1. RedNerd Andrea ha detto:

            Ah boh, come si dice a Roma “Viecce” così gli ribadisco la mia idea ahahahah però poco dopo la mia lamentela, ho trovato il lavandino asciugato. I rumori molesti, invece, non smetteranno mai, oggi sembrava che stesse per rigettare il cenone di Natale.

  3. Giuly ha detto:

    Bellissimo post davvero 😀
    Passa nel mio blog se ti va 😉

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