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Ehi, Mimikyu.

Ti ho svegliato?

Scusa, sai com’è. Ti nascondi sotto un panno di Pikachu, è impossibile capire se tu sia sveglio o no.

Hai notato quanto stia cambiando il mondo?

…sì, lo so. Sei chiuso in camera mia 24 ore su 24, però avrai percepito qualcosa di strano.

Beh, ti aiuto a capire meglio la situazione.

C’è un virus. Molto bastardo. Si chiama Coronavirus, anche detto Covid-19 (da “COronaVIrus DIsease 19”).

…no, non è la malattia dei re, delle regine, della birra o del famigerato paparazzo italiano. Il bastardo si chiama così perché visto al microscopio, ha la forma che ricorda una corona reale.

Ecco, questo virus ha infettato, in pochi mesi, tutti i paesi del mondo, cominciando dalla Cina e facendosi largo in tutti i continenti.

Sembrava fosse una cosa da nulla, una semplice influenza stagionale, solo un po’ più contagiosa. Lo dicevano pure i politici e i dottori.

E invece no. Il virus sta facendo danni irreversibili. Oltre 400.000 infetti in tutto il mondo e una moderata parte, finora, sembra essere guarita completamente. Altre persone, invece, non ce l’hanno fatta. Maggiormente sono anziani oppure persone che avevano varie patologie. Per molti erano “quelli ormai spacciati”, ma sempre esseri umani erano.

In Italia, il paese da cui provengo, la situazione è una delle più gravi. Tutto è nato dalla Lombardia, una regione al nord della nazione. Qualcuno è rimasto contagiato dal virus, dopo aver incontrato un infetto, e l’ha trasmesso a varie persone, che a loro volta lo hanno trasmesso ad altre, dando il via a una letale reazione a catena.

Sembra un film horror, lo so.

I bollettini giornalieri non migliorano di certo l’atmosfera.

Ogni giorno migliaia di nuovi infetti e centinaia di vittime. Per fortuna un buon numero di persone sta anche guarendo, ma non viene sottolineato. Chissà perché, forse non fa abbastanza notizia.

Ovviamente, il nord Italia è la parte più colpita. Ospedali pieni, persone che non possono dare l’ultimo saluto ai parenti che non ce l’hanno fatta, rabbia, disperazione, pessimismo. Sono immagini che farebbero sentire male anche le persone più impassibili.

Fa impressione, sì. Soprattutto quando leggi, senti, vedi tutto questo a tantissimi chilometri di distanza.

Non c’è un giorno a cui non pensi alla mia famiglia, ai miei amici. Persone sia giovani che di età più avanzata.

Sono tutti chiusi in casa. Non possono andare da nessuna parte, se non a comprare beni di assoluta necessità, come cibo e medicine. Altri negozi più “superficiali” sono chiusi fino a data da destinarsi.

È un ordine di Conte.

Ah, è vero, a malapena tu conosci il nome dei Capipalestra Pokémon, figurati se conosci i politici italiani.

Sto parlando di Giuseppe Conte, il nostro Primo Ministro, un tempo poco considerato, ora diventato per molti un mito, per molti uno sciocco, per altri un semplice protagonista di simpatici meme, le vignette ironiche che popolano il web. Ultimamente ha emendato una serie di decreti per il bene dei cittadini italiani. Circa due settimane fa ha disposto la chiusura totale del paese, così da costringere le persone a restare a casa e, di conseguenza, limitare la diffusione del virus, ormai infiltrato su tutta la penisola.

Un ottimo provvedimento, non trovi?

Eh già…ma ha sopravvalutato l’intelligenza di una parte degli italiani.

Nonostante gli avvertimenti, alcune persone continuano a uscire senza un motivo valido, fregandosene della sicurezza propria, ma soprattutto di quella altrui.

C’è gente che è fuggita dai paesi siglati per primi come “zona rossa” (zone ad alto rischio) per tornare a casa o rifugiarsi in una seconda dimora, più lontana dalla civiltà.

Tu dici che avevano semplicemente paura?

Sì, può darsi, ma sono stati soprattutto egoisti e stupidi. Non hanno considerato nemmeno lontanamente la possibilità (altissima) di contagiare molte più persone, prendendo treni e aerei. C’è gente che ha contagiato le famiglie.

Ed è così che i contagi sono aumentati in maniera esponenziale, stesso discorso per i decessi. L’Italia è il paese con più morti al mondo, per il momento.

“Quindi, ora la gente non esce di più di casa?”. Esatto. Fanno bene. È l’unico modo per evitare al meglio possibile il contagio. Possono solo portare a spasso il cane, ma per pochi metri, o fare la spesa. Sembra che la polizia faccia in continuazione il giro dei quartieri per fermare i fessi che se ne vanno in giro. Si beccano pure gli insulti da parte di quei cretini, c’è chi li minaccia addirittura di essere infetto e tossisce loro in faccia. Il genere umano, a volte, fa davvero schifo, non trovi? Lo so che non puoi capire fino in fondo. Sei un pokémon. A volte invidio la vostra vita, anche se non esistete per davvero.

Ah, vuoi sapere cosa succede nel resto del mondo?

Puoi immaginarlo. Non stanno messi meglio di noi per niente.

In alcuni paesi, la pandemia si è scatenata più tardi, come in Spagna, in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma i numeri stanno salendo vertiginosamente. Ho paura saranno messi peggio dell’Italia. Speriamo bene. I cittadini non possono pagare per le scelte sbagliate dei loro capi.

Non credo sia necessario parlarti anche di loro, non meritano considerazione. Ti basti solo sapere che hanno preso sottogamba la situazione, scherzandoci anche sopra. C’è chi, addirittura, ha detto alla nazione che non avrebbe fatto nulla per ostacolare l’azione del virus e ha consigliato ai suoi cittadini di prepararsi a vedere i parenti morire.

Stai tremando, lo so. Sono parole che fanno schifo, paura. Eppure i leader politici dovrebbero prendersi cura di noi.

Invece, i veri eroi sono i medici, i poliziotti, i cassieri, chiunque stia ancora oggi lavorando a contatto con le persone, senza prevedere chi tra loro possa essere portatore di Coronavirus. Loro meritano molto più che una medaglia morale.

Vuoi sapere, ora, come siamo messi qui, in Giappone?

Bella domanda. Non saprei davvero come risponderti, soprattutto perché sono fortemente influenzato dalla situazione italiana.

Il Giappone non ha attuato nessuna misura restrittiva pesante. Alcuni luoghi che favoriscono gli assembramenti (ricorda, si dice così, non “assemblamenti”. Sono due parole completamente diverse, ma gli italiani sono propensi a confonderle) pubblici sono stati chiusi, così come le scuole, anche se per un breve periodo.

Nessuna chiusura totale, però. Le persone possono viaggiare, uscire, girare in gruppo tranquillamente.

Fa strano, vero? Sembra di trovarsi in un mondo a parte, al momento. Un’oasi di salvezza, separata dal resto del mondo contaminato. Eppure non è affatto così, perché i casi infetti ci sono, anche se in numero minore, ma sono comunque in aumento.

Eppure la gente continua ad uscire, chi munito di mascherina, chi no. C’è chi non rispetta le norme igieniche e starnutisce o tossisce senza coprirsi. Ovviamente, non solo in Giappone, ma in tutto il mondo. Sembra che la gente abbia difficoltà a scolpire nel loro cervello persino i concetti più basilari della vita. Contenti loro.

Se non altro, sono state posticipate le Olimpiadi di quest’estate.

Non fare quella faccia, anche se non posso vederla. Era la cosa più giusta da fare, anzi. Ci hanno messo anche troppo a decidere. Pochi giorni fa hanno comunque esposto la torcia olimpica a Sendai, causando un enorme assembramento umano. Per fortuna, io mi trovavo in un’altra città, ma sarei comunque rimasto a casa. Preferisco la salute a un simbolo culturale.

Scusami, Mimikyu, ti sto angosciando un sacco, lo so.

Vuoi sapere qualcosa di positivo?

Beh, la Cina sta uscendo dalla chiusura e dalla quarantena. Ci sono voluti più di due mesi, ma ce l’hanno fatta. Un ottimo segno, non trovi? Loro sono riusciti a rispettare gli ordini del governo, anche se più severi.

Ora si stanno muovendo per aiutare le altre nazioni, partendo proprio dall’Italia. Da noi. Proprio quelli, che al nascere della pandemia, li hanno marchiati di essere degli untori, dando vita a episodi di violenza discriminatoria a danno della comunità cinese. Eppure loro sono corsi a darci una mano, donandoci mascherine e macchinari per pazienti con difficoltà respiratorie. Molti di loro stanno regalando a vicini, amici, persino sconosciuti delle mascherine. Mi vergogno per quello che abbiamo causato loro, anche se io non ho partecipato alla violenza.

Ora siamo diventati noi gli untori, anche se in realtà il paziente zero europeo è un tedesco, ma noi siamo quelli della pizza, del mandolino, dei gesti buffi, della mafia, di Berlusconi. Siamo un popolo oggetto di scherno, che, secondo una personalità televisiva di cui ho dimenticato il nome, non ha voglia di lavorare. Abbiamo più noi la faccia da “untori fessi”. Sì, non siamo perfetti, ma almeno abbiamo fatto qualche sforzo in più in questi mesi difficili, a differenza di altre nazioni. Mi dispiace solo che milioni di innocenti ci stiano rimettendo.

Ma torniamo alle cose “belle”. L’inquinamento sta diminuendo. L’aria è più pulita, c’è meno smog. Le strade sono meno caotiche, le acque sono tornate limpide dopo chissà quanti anni. Sono stati avvistate delle specie non comuni, come i delfini a Venezia e i pavoni a Foggia. Ci voleva un virus per riportare un po’ di salute all’ambiente che ci circonda.

Temo non durerà a lungo. Quando tutto tornerà alla normalità, SE tutto tornerà alla normalità, l’inquinamento sarà di nuovo ai livelli di pochi mesi fa. Noi umani siamo propensi a non imparare molto da lezioni importanti come questa.

Però chi ha avuto l’intelligenza di chiudersi in casa sta scoprendo nuove cose.

Alcuni hanno dato sfogo alla loro creatività, dipingendo, scrivendo. I cantanti intrattengono e allietano i loro fan attraverso dirette Instagram dove cantano delle canzoni; gli attori leggono dei brani, mentre gli artisti disegnano. Alcuni contattano dei perfetti sconosciuti e cercano di dialogare, come se fossero in realtà amici di lunga data. La comunicazione è molto importante, in questo periodo.

Altre persone hanno inventato dei modi per allenarsi in casa, sfruttando al meglio il loro spazio, che non è spazioso come la palestra di quartiere. Però cercano comunque di smaltire l’enorme quantità di cibo che stanno mangiando. La noia spinge a mangiare più del solito. Altro che i cenoni di Natale, la fame chimica da rottura di coglioni è la vera minaccia al peso forma.

Parlando di cibo, molti hanno cominciato a sperimentare le loro tecniche culinarie. Anche chi non è abituato a cucinare si è messo da fare sui fornelli, partendo anche da una semplice lasagna. I risultati non sono sempre positivi al 100%, ma è pur sempre un cambiamento. Non siamo tutti Bruno Barbieri. D’altra parte, c’è chi si improvvisa Cenerentola e ha cominciato a pulire più spesso la casa. Altolà alla polvere!

Altri, invece, approfittano del tempo libero per mettersi in paro con serie tv, libri, film e videogiochi. Infatti, sono tutti connessi su Netflix, così tanto da spingere l’azienda a diminuire la qualità video perché sennò, l’Internet sarebbe andato in tilt. Anche le comunità videoludiche sono popolate più che mai, soprattutto ora che è uscito il nuovo “Animal Crossing”. Addio vita sociale.

Alcune istituzioni culturale hanno reso gratis molte collezioni e mostre online. Quindi c’è anche chi è impegnato a migliorare la proprio cultura.

Quindi nessuno sta studiando? Macché, le lezioni proseguono, ma in maniera speciale. Infatti, molti corsi sono tenuti online. Gli studenti devono seguire le spiegazioni attraverso la webcam del computer. Ciò dà vita a situazioni molto divertenti: c’è chi si connette senza un filo di trucco e parrucco, chi col pigiama di Paperino, chi perfettamente vestito e truccato perché bisogna essere al top anche sotto quarantena. Ovviamente, non mancano momenti di gaffe, come chi si lascia scappare commenti poco carini sul docente. Peccato che il docente sente tutto, essendo la lezione in diretta e il computer vicino alla bocca di chi parla. Alcuni, invece, hanno creato breve ilarità grazie a genitori che passano accanto allo studente e commentano con ingenuità l’andare della lezione.

Anche esami e sessioni di laurea si tengono a distanza. Molti dovranno aspettare un po’ per festeggiare, ma è per il loro bene.

Hai visto? Si riesce a vedere qualcosa di “buono”. Bisogna farlo, sennò non si vive.

Come me la sto passando io?

Beh, mi vedi molto più spesso a casa, quindi potrai immaginarlo un minimo.

…ah, non te ne sei accorto che sto quasi sempre in camera perché preferisci stare per i fatti tuoi? Si vede che sei il mio Pokémon.

Comunque, manco a dirlo, mi manca da morire la mia famiglia, i miei amici, tutti a Roma. Li sento appena possibile, ma non mi basta. Vorrei essere più vicino a loro, anche se il contatto è severamente vietato. Lo ammetto, in questo momento, preferirei essere a Roma.

Nonostante il Giappone non abbia ancora disposto delle misure preventive forti, io preferisco salvaguardarmi, quindi ho cominciato a uscire di meno, ora che ho finito con i viaggi. Rimango molto tempo in camera, tranne per andare al bagno, mangiare e fare la spesa. Sapendo di stare più tempo recluso, sto comprando anche giochi, vestiti, libri di testo in anticipo, non si sa mai.

Sicuramente, per Sendai mi stanno prendendo per pazzo. Appena vedo mandrie di persone nella mia direzione, cambio repentinamente corsia o strada. Sulle scale mobili, lascio passare molti gradini tra me e chi mi sta davanti. Ovviamente, la persona dietro non fa lo stesso. Alcuni, però, alla seconda o terza scala mobile di fila, aumentano la distanza. Sarà perché indosso la mascherina? O sarà perché li guardo in cagnesco?

Altre vittime delle mie occhiataccie sono chi starnutisce o tossisce. Io mi giro d’istinto, soprattutto per vedere se chi ha appena scatarrato ha la mascherina. Purtroppo, non tutti la indossavano.

Indosso le mascherine, anche se stanno finendo (e nei negozi è sempre più difficile trovarle) e mi lavo/disinfetto le mani almeno 10 volte al giorno, dipende da quante volte esco dalla camera. A breve le mie dita andranno in coma etilico, vista l’enorme quantità di alcool che sono costrette ad assorbire.

Le lezioni inizieranno verso fine aprile, quindi ho ancora tempo per rilassarmi, vedere serie tv, leggere qualche libro. Sì, dovrei anche studiare giapponese e lavorare sulla tesi, ma il mio cervello non riesce ad attivarsi completamente. Quindi la mia vita, al momento, è tutta Netflix e Nintendo Switch. Giuro, però, che dalla settimana prossima mi metto più sotto.

C’è un piccolo problema: la noia.

Con gli altri amici di Sendai, mi sento, ma abbiamo tutti diminuito le uscite perché condizionati dalla situazione a casa. Restando chiuso in camera, mi stanco più facilmente e quindi ho ricominciato a fare i sonnellini pomeridiani. Ora che siamo entrati nella stagione della primavera, peggio mi sento. L’allergia mi stende come ogni anno.

Ho sempre paura di sentirmi male, soprattutto perché sono molti giorni che sento i miei coinquilini fare un concerto di starnuti, tosse, scatarramenti e gargarismi che lo xenomorfo di “Alien”, in confronto, ha una voce angelica. Poi ci sono io che mi vergogno a tossire perché mi strozzo con saliva, acqua o caffè.

Cercherò di preservare almeno la mia salute psicologica, anche se non penso di essere sula strada giusta, visto che sto parlando con il peluche di un pokémon.

Ma il problema maggiore è la fame. Ho sempre fame. So che tu non puoi capire, sei un peluche, ma ogni 2 ore sento il bisogno di mangiare. E dire che stavo perdendo qualche chilo, da quando sono arrivato a Sendai. D’altra parte, sto bevendo litri di acqua, visto che riempio almeno 5 volte al giorno la mia borraccia.

Finirà tutto questo caos interno ed esterno, un giorno? Forse. Chi lo sa. Io voglio essere positivo, anche se potrebbero volerci mesi. Ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare. Sta a noi.

Io ci credo all’hashtag #andràtuttobene. Anche se ogni giorno ho paura, non voglio arrendermi alla completa negatività. Non sei d’accordo, Mimikyu?

…Mimikyu?

Stai dormendo? Ecco perché non stavi più fiatando.

Beh, fai sogni d’oro, tu che puoi dormire senza preoccupazioni.

RedNerd Andrea

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