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La prima volta che sono andato in Giappone, ho dovuto fare i conti con molte cose: stagione delle piogge, tifoni, sale giochi assuefacenti, una lingua difficile da capire dal vivo, ma soprattutto il cibo buonissimo. Io vengo da uno Stato celebre per i suoi piatti squisiti, ma nemmeno il Giappone scherza. Che siano pietanze importate o tradizionali, fanno venire l’acquolina in bocca.

Rimasi così estasiato dal cibo giapponese che tornai, dopo quasi 3 mesi, ingrassato di chissà quanti chili.

Questa seconda volta nipponica ha visto un miglioramento, da un lato, e un peggioramento dall’altro.

La parte positiva è che stavolta mi sto mantenendo in forma, anzi sto addirittura dimagrendo.

La parte negativa è che mangio in maniera ancora più sfrenata, quando mi ci metto.

Infatti, tutti (soprattutto me stesso) sono rimasti sorpresi nel vedermi con qualche chilo in meno.

“Ma stai sempre a magnà, come fai a esse dimagrito?”

Bella domanda!


Il Giappone è pieno di posti capaci di viziarti con cibo buonissimo e indimenticabile. Anche le catene di ristoranti sanno sorprendere.

Tra tutto il cibo con cui mi sono strafogato, però, ci sono decisamente dei piatti che hanno sconvolto la mia esistenza per quanto sono buoni.

Se potessi, imparerei le ricette, così da mettermele a fare (di cacca, vista la mia attuale incapacità ai fornelli) anche quando sarò di nuovo a Roma.

Vi presento le 7 pietanze tipiche del Sol Levante di cui non potrei mai fare a meno.

Sì. 7 come i Peccati Capitali, anche se andrebbero tutte accomunate sotto la Gola.


Non menzionerò piatti molto comuni, come udon, soba, sushi o onigiri.

Però, voglio fare una menzione a parte per i dolci fatti con la fragola.

Qui in Giappone, è molto facile trovare dolciumi al gusto di fragola, alcuni leggeri e sfiziosi, altri buoni ma pesanti da morire (ho fatto colazione con un dolce che aveva più di 500 kcal, mi è rimasto nello stomaco per più di un giorno).

Non so perché, forse sarà il mio affetto per le fragole da quando ero bambino, ma ogni volta che vedo qualcosa con questo frutto, lo prendo. Mi mancano solo i mochi (pasticcini di riso molto gommosi).


I TAKOYAKI

Cominciamo subito con un piatto molto conosciuto. In realtà, si può trovare facilmente in Italia, sia nei ristoranti giapponesi che nelle fiere dedicate al Giappone. Tuttavia, mangiare queste deliziose polpette fritte di pastella, con dentro del polpo, direttamente in Giappone è un’esperienza totalmente diversa. (“e grazie al cavolo”, direte voi)

Se potessi, ne mangerei una volta a settimana.

Li ho potuti assaggiare quasi ovunque, a Sendai, Tokyo, Osaka.

Sinceramente, per quanto mi piacciano quelli di Sendai, non dimenticherò mai i takoyaki che ho mangiato due anni fa, quando andai per la prima volta a Osaka e presi una porzione di queste peccaminose palline al mercato, il luogo migliore della città per prendere da mangiare.

Ricordo soprattutto quanto fossero ustionanti.

Persi l’uso delle papille per mezza settimana.

Un’altra cosa che mi fa impazzire dei takoyaki è vedere mentre i cuochi li preparano.

Non è difficile poter assistere alla preparazione delle polpette.

C’è una piastra piena di spazi circolari. Viene versata la pastella liquida sulla piastra, poi viene inserito il pezzo di polpo. Appena la pastella si frigge bene, viene girata in fondo allo spazio della piastra, così da poter inserire ancora un po’ di pastella e formare la sfera del takoyaki. Il tempo che la pastella si frigga completamente ed è pronto il piatto.

Appena viene formata una porzione (di solito 6 o 8 polpette), si mette anche la salsa di soia, la maionese giapponese e, per finire, il katsuobushi (strisce di tonno essiccato e affumicato).

Ogni volta che ordino i takoyaki da portare via e aspetto che vengano preparati (dove vado io, vanno abbastanza a ruba), mi fermo incantato a guardare i cuochi mentre preparano questa prelibatezza.

Queste polpette sono abbastanza ipercaloriche. Ma sti grandi cavoli.

Sò troppo bone.


L’OKONOMIYAKI

Questa leccornia è una specie di pancake salato con dentro di tutto: potete trovare pesce, carne, anche verdure: il cavolo è una presenza fissa.

Anche questo piatto è interessante soprattutto perché è spesso possibile osservare dal vivo mentre viene preparato. Purtroppo, io non ne ho mai avuto occasione. Il massimo che mi è capitato di assistere è stato poterlo scaldare con le mie mani su una piastra, ma era già pronto.

Per fortuna, si è trattato solo di pochi secondi. Stava rischiando di fare una brutta fine.

Anche questo piatto è stato passato in vari luoghi, tra Sendai e Osaka.

Persino l’okonomiyaki preso al konbini era squisito. Questo la dice lunga sul potenziale lussurioso di questo piatto.

Il più buono mai mangiato è stato quello di Osaka.

Ad aver contribuito a quella magnata magica è stata anche l’atmosfera.

Io e il mio compare di viaggi eravamo arrivati tardi a Osaka e avevamo trovato quasi tutti i ristoranti chiusi (in Giappone, molti ristoranti hanno il piccolo difetto di chiudere presto). Non ci eravamo dati per vinti, però, quindi ci siamo avventurati per ogni singolo angolo, beccando un ristorante interessante. Anche quel posto, però, era in procinto di chiudere.

Per fortuna, ci hanno lasciato entrare, a patto che ordinassimo solo un piatto ciascuno.

Ovviamente ci siamo fiondati sull’okonomiyaki, essendo anche questa ricetta tipica di Osaka.

Si tratta proprio del piatto che ho potuto scaldare sulla piastra (e che stavo per uccidere con la mia solita incapacità).

Sarà stata la stanchezza, oppure l’emozione di poter finalmente mangiare un’okonomiyaki di Osaka, ma cavolo quanto era buono. Ogni mozzico era un sogno a occhi aperti.

Quando arrivò l’ultimo boccone, piansi dentro di me. Non volevo che finisse.

Era troppo bono. E so che difficilmente ne troverò uno altrettanto o addirittura più squisito.

4 thoughts on “I MIEI 7 PECCATI (GASTRONOMICI) CAPITALI IN GIAPPONE

  1. Piloswineseyes ha detto:

    Perfetto, adesso che è ora di pranzo me ne torno al mio tristissimo prosciutto e melone.
    Mi sa che prima o poi devo per forza visitare il Giappone, a costo di allargarmi lo stomaco con l’acqua gassata 😀

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Ahahahahahah sinceramente mi manca il prosciutto e melone, appena torno (a breve) lo mangerò, così mi disabituo al tanto cibo.

      Ah sì, se andrai in Giappone, il cibo sarà una delle prime cose che ti attireranno ogni minuto. 😂

  2. guchippai ha detto:

    Con me sfondi una porta aperta perchè adoro la cucina giapponese. Le tre volte che sono stata in Giappone ho assaggiato un po’ di tutto e se non sono diventata un barilotto è stato solo perchè tutti i giorni camminavo moltissimo. E i dolci… mamma, che buoni! Mi piacciono specialmente i dolci con il tè verde, in tutte le salse. La cosa che facevo ogni volta era svaligiare i negozi di dolci dell’aeroporto per portare quanto più possibile a casa (dopodichè razionare tutto per farmelo durare il più possibile XD).

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Ahahahahahahah eh rischio di fare la stessa cosa, prima di lasciare definitivamente Sendai. 😂
      Sì, i dolci con il tè verde sono buonissimi, ogni tanto prendo dei mochi al supermercato che sono una delizia!

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