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Una scena de "È Stata la Mano di Dio"

Quest’anno l’Italia, con “È Stata la Mano di Dio”, ha cercato di vincere l’Oscar per il Miglior Film Straniero.

Secondo me, aveva qualche possibilità perché il film è interessante e fatto bene.

Ma non poteva competere con il rivale giapponese “Drive My Car”.


Scritto e diretto da Paolo Sorrentino (già vincitore di un Oscar per “La Grande Bellezza”), “È Stata la Mano di Dio” è un film drammatico italiano, rilasciato sulla piattaforma streaming Netflix.


La famiglia Schisa

Il protagonista è il giovane Fabio Schisa (Filippo Scotti). Il film ruota intorno a lui e alla sua famiglia: il padre Saverio (Toni Servillo), la madre Maria (Teresa Saponangelo), il fratello Marchino (Marlon Joubert) e la zia Patrizia (Luisa Ranieri), sposata con il manesco Franco (Massimiliano Gallo).

Nel corso del film appaiono diversi personaggi secondari, come la Baronessa Focale (Betty Pedrazzi), vicina di casa degli Schisa; il regista cinematografico Antonio Capuano (Ciro Capano), il criminale Armando (Biagio Manna) e San Gennaro (Enzo Decaro)…o qualcuno che si spaccia per tale.


La recitazione mi è piaciuta molto, a partire da un giovane protagonista in grado di reggere tutto il film sulle sue spalle, senza venire messo in ombra dai suoi colleghi più maturi.

Bravissimi Servillo e Saponangelo nei panni dei suoi genitori, ma anche la Ranieri nei panni della stravagante, ma carismatica zia.


Che significa “È Stata la Mano di Dio”?

La storia narra di un periodo preciso della vita del giovane Fabio, nel pieno della sua adolescenza.

Alcuni eventi tragici lo spingeranno verso il percorso della maturità: cosa potrebbe aspettarlo, in futuro?

Si tratta di una trama semplice e ben vicina a tutti, in quanto comprende eventi di vita quotidiana: anche il lutto fa parte della nostra vita.

Il ritmo tranquillo, senza scadere nel pesante o nel noioso, rende il film scorrevole.

Un altro suo pregio consiste nell’alternare sapientemente scene divertenti e goliardiche con altre molto drammatiche e struggenti, senza mai scadere nella lagna.

Non fatevi ingannare dal titolo: sì, è un riferimento a Diego Armando Maradona, che ha comunque un ruolo nel film, ma non vuol dire che è un film su di lui.


Una fotografia da sogno

Che possiamo dire all’estetica del film?

Niente.

Bellissima.

Le inquadrature sono meravigliose.

Napoli è bella, sia quando vengono mostrate le zone più altolocate che quelle più umili.

Sorrentino porta la sua città con orgoglio e amore…e fa bene.

Anche la colonna sonora fa il suo lavoro.


“È Stata la Mano di Dio” è un film pieno di sentimento, un messaggio di amore da parte del regista Paolo Sorrentino, che ha tratto spunto dalla sua vita per la storia della pellicola.

Tra ottima recitazione, giusto pathos e inquadrature bellissime, il film offre molto.

“È Stata la Mano di Dio” ha ottenuto, nel corso dei mesi, un gran numero di nomination e riconoscimenti, tra cui il Leone d’Argento, il Premio Marcello Mastroianni (entrambi vinti al Festival di Venezia) e la nomination al Premio Oscar per il Miglior Film Internazionale.

“È Stata la Mano di Dio” è disponibile qui!

RedNerd Andrea

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