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"Spider-Man: No Way Home"

L’anno 2021 del Marvel Cinematic Universe è giunto al termine e chiude in gran bellezza con “Spider-Man: No Way Home”, il terzo capitolo dedicato al nostro amichevole Spider-Man di quartiere.

Rispetto ai film precedenti, questo titolo è di gran lunga più ambizioso e il risultato si vede: i toni sono più seri, succede di tutto e il carico emotivo è pesante.

È giunto il momento di crescere, per Peter Parker.


Diretto da Jon Watts, lo stesso regista dei capitoli precedenti, e scritto da Chris McKenna e Erik Sommers, “Spider-Man: No Way Home” è un film di azione statunitense ed è il terzo individuale dedicato all’Uomo Ragno, dopo “Homecoming” e “Far From Home”. Si tratta del ventisettesimo film del Marvel Cinematic Universe, o MCU.


Il cast di “Spider-Man: No Way Home” è pieno di sorprese

Il nostro amato Peter “Spider-Man” Parker è, come sempre, interpretato da Tom Holland.

Il giovane è affiancato dalla fidanzata MJ (Zendaya) e dal suo migliore amico, Ned (Jacob Batalon), nonché dalla sempre cara zia May (Marisa Tomei) e da Happy (Jon Favreau), un tempo autista del compianto Tony Stark.

Un altro supereroe che ha un ruolo principale, in questo film, è Doctor Strange (Benedict Cumberbatch). Insieme a lui c’è l’immancabile Wong (Benedict Wong).

Ora arriviamo alla parte forte: i villain di “No Way Home”. Essi sono i cattivoni apparsi nella trilogia di Sam Raimi e nei due “The Amazing Spider-Man”, quindi date il bentornato a Norman “Green Goblin” Osborn (Willem Defow), il Doctor Octopus (Alfred Molina), Flint “Sandman” Marko (Thomas Haden Church), il Dottor Curt “Lizard” Connors (Rhys Ifans) e a Max “Electro” Dillon (Jamie Foxx).

Altro grande ritorno, dopo l’apparizione a sorpresa nel finale di “Far From Home” è J. Jonah Jameson (J.K. Simmons), il capo del TheDailyBugle.Net, ma preparatevi, perché sia durante il film che nei titoli di coda ci saranno altre apparizioni scioccanti.

Il Peter Parker del MCU continua a piacermi tanto: è simpatico, energico e introspettivo quando serve. Ogni tanto, però, è un po’ cretino: in questo film raggiunge picchi di incoscienza mai visti.

L’infamata di Mysterio, che ha rivelato la sua identità al mondo intero, lo influenza per tutto il film, rendendolo più cupo e negativo. Vedere delle nuove sfaccettature è stato molto interessante.

MJ è mitica. Zendaya ha un carisma naturale di livelli altissimi e rende il suo personaggio cazzuto, sarcastico e affascinante, anche facendo poco. Che i tempi degli interessi amorosi scialbi e troppo “damigella in pericolo” siano finiti? Speriamo.

Ned è una commedia continua. Fa troppo ridere, che si tratti di una battuta o di una semplice espressione facciale. Io mi sento male. con lui.

Come non amare la zia May e Happy? Quest’ultimo è poco presente, ma si fa notare comunque, mentre May è sempre più tosta. La adoro.

L’accoppiata Parker-Strange mi ha divertito molto, essendo entrambi estremamente diversi tra loro sia in termini di personalità che in termini di modus operandi. Una coppia veramente strana e comica, grazie al solito sarcasmo di Strange.

Devono smetterla di far apparire poco Wong. Lui vale molto più di due minuti in croce di screentime.

Ora passiamo alle vere star del film: i villain storici.

Per me, Doctor Octopus è l’antagonista meglio riuscito non solo dei film dedicati a Spider-Man, ma dell’universo Marvel per intero. Alfred Molina è un mostro di bravura e rivederlo, dopo tanti anni, mi ha fatto troppo piacere. Se non fossi stato in una sala con altre persona, avrei strillato di gioia.

Non che Willem Defoe sia da meno, anzi. Green Goblin è uno dei più spaventosi di sempre e anche qui mi ha fatto venire la pelle d’oca con la sua perfidia da psicopatico.

Bei tempi, quando i villain erano psicologicamente ben strutturati.

In poco tempo, entrambi hanno di nuovo mangiato in testa a gentaglia come Ultron, il Mandarino, Malekith, il tizio interpretato da Mickey Rourke in “Iron Man 2” e i cattivoni di “Ant-Man”.

Masterclass di recitazione e di antagonismo.

È stato un piacere rivedere anche Sandman, Lizard e Electro, visto che i loro film li avevo rimossi dalla mente (“Spider-Man 3” perché è veramente brutto, mentre i due “The Amazing Spider-Man” li ho visti troppe poche volte). Electro, in particolare, l’ho visto molto in forma. Jamie Foxx è un attore che merita molta attenzione.

Non avremo conosciuto personaggi nuovi, ma il fattore nostalgia ha compensato benissimo.

Il cast funziona davvero bene, insieme. Si è costruita una chimica molto bella.

Concludo con una breve ode a J.J. Jameson: quanto amo odiarlo. He’s the icon and he’s the moment.


Attento a ciò che desideri, Parker…

“No Way Home” riprende poco dopo la conclusione di “Far From Home”: Mysterio (un cattivo che mi è dispiaciuto vedere morire così presto) ha rivelato a tutti che Peter Parker è Spider-Man.

Il nostro supereroe è costretto a convivere con le conseguenze di questo gesto puramente malvagio: ora tutti sanno il suo segreto, c’è chi lo incolpa della morte di Mysterio, c’è chi lo ama come eroe, c’è chi sta sempre a fargli foto. Insomma, la sua privacy è sparita per sempre, così come quella di Ned e MJ.

Stanco di vedere i suoi cari pagare per le sue colpe, Peter corre da Strange e gli chiede di aiutarlo con uno dei suoi fantastici incantesimi.

Strange acconsente…ma qualcosa va storto.

Improvvisamente, cominciano a comparire gli antagonisti dei film passati, provenienti da altri universi.

Peter e i suoi alleati dovranno trovare un modo per catturarli tutti, tipo pokémon, prima che seminino caos e distruzione per tutta la città.

Il problema sussiste nel fatto che loro non sono delle mammolette, ma mostri di malvagità. Non sarà per niente facile fermarli e Peter, ancora una volta, dovrà assistere alle pesanti conseguenze dei suoi errori.

A causa degli eventi di Mysterio, il nostro Uomo Ragno è più abbattuto e insicuro del solito e gli avvenimenti di questo film lo metteranno a dura prova, risvegliando un suo lato più “oscuro”. Molto interessante.

L’impatto emotivo di “No Way Home” è più forte di quanto ci si possa aspettare: oltre al fattore nostalgia per i personaggi dei film non-MCU, la seconda parte del film è veramente intensa, piena di momenti da pelle d’oca o da lacrimoni. Non ero pronto alla presa a male, speravo che con “Endgame” si fosse stabilità un po’ di tregua, ma niente. La Marvel ce vole fà piagne. Bastardi.

Il finale è proprio una bella batosta, ma apre la strada per delle nuove storie.

Nonostante la drammaticità della fase finale del film, non mancano scene divertenti e battute inaspettate. Ned, grazie come sempre.

Nonostante la durata del film abbastanza lunga (2 ore e mezza), non ci si annoia mai, grazie all’alto livello di intrattenimento e il mix di scene comiche e drammatiche.


“No Way Home”: Estetica sempre soddisfacente

“No Way Home” ha un bel comparto grafico, ma qui la MCU non delude quasi mai in generale.

Gli effetti speciali sono sempre fighi, i combattimenti ben montati e coinvolgenti.

Anche la colonna sonora funziona: le tracce ci azzeccano molto con le scene.


“Spider-Man: No Way Home” è il punto di svolta per l’Uomo Ragno: è tempo di diventare forte e maturare.

Il film è molto ambizioso, tra scelte di trama coraggiose e reunion con personaggi storici.

Ne esce fuori un titolo molto valido che conclude in bellezza non solo la trilogia del nuovo Spider-man, diretta tutta dallo stesso regista (e si vede), ma anche il 2021 targato Marvel.

Ora non resta che aspettare i primi titoli del 2022, primo tra tutti “Doctor Strange and the Multiverse of Madness”.

Il trailer di “Spider-Man: No Way Home” è qui!

…io però vorrei parlare anche di spoiler pesanti.

Chi è interessato, legga la pagina seguente.

RedNerd Andrea

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