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Lady Gaga in "House of Gucci"

“House of Gucci” è sicuramente uno dei film più attesi e chiacchierati dell’anno.

Sono mesi che circolano foto di Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani, forse addirittura dall’anno scorso.

La curiosità è diventata tanta, a un certo punto, soprattutto dopo che sono fioccati un sacco di pareri discordanti sulla qualità del film.

E leviamoci questo sfizio, va.

Risultato: da una parte interessante, dall’altra una trashata.

Ma perché ancora si ostinano a fare durare certi film più di due ore, se le premesse non sono un granché?


Diretto da Ridley Scott (grande regista di “Alien” e “Blade Runner”, tra i vari film importanti), “House of Gucci” è un film drammatico americano ed è tratto dal libro “The House of Gucci: A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour, and Greed” di Sara Gay Forden (2001), ispirato all’omicidio dell’imprenditore Maurizio Gucci (all’epoca a capo della celebre casa di moda Gucci).


Un cast molto importante per “House of Gucci”

Per questo film sono stati chiamati degli attori di alto livello.

La protagonista del film, Patrizia Reggiani (da me continuamente chiamata Francesca Reggiani), è interpretata da Lady Gaga, ormai a suo agio nell’alternarsi tra canto e recitazione, sempre con risultati notevoli.

La sua controparte maschile, Maurizio Gucci, ha il volto di Adam Driver, per gli amici “Herbert Ballerina americano”.

Altri personaggi chiave sono il padre di Maurizio, Rodolfo (Jeremy Irons); lo zio di Maurizio, Aldo (Al Pacino) e il cugino Paolo (un irriconoscibile Jared Leto); l’avvocato della famiglia Gucci, Domenico (Jack Huston), e Pina (Salma Hayek), una cartomante.

Nel corso della storia fanno capolino altri personaggi realmente esistenti, come Anna Winters, Sophia Loren e Tom Ford, interpretati però da attori diversi.

Gli attori sono dei pezzi da novanta, tra giovani talenti e Premi Oscar.

Gaga e Driver dominano ogni minuto del film, nonostante interpretino dei personaggi che sono discutibili: Patrizia è opportunista, spietata e gelida, mentre Maurizio è un mollaccione abbastanza incauto.

La Reggiani ha dei momenti veramente cringe, sin dai primi minuti. Ammetto che mi sono imbarazzato spesso per lei. Complimenti però a Gaga per la sua interpretazione, se era intesa davvero così. La sua gestualità molto energica mi ha intrattenuto un sacco.

Anche Al Pacino e Jeremy Irons ci regalano una nuova masterclass di recitazione: interpretano due personaggi lontani dall’essere mostri di simpatia, ma hanno diverse sfaccettature, anche se non sfruttate a pieno.

Arriviamo al problema principale, ora: Jared Leto.

Premesso che è un grandissimo attore e ha subito una trasformazione micidiale per questo ruolo (non l’ho riconosciuto fino ai titoli di coda), il suo Paolo è irritante, a tratti imbarazzante. Se era stato inteso come personaggio eccentrico, sopra le righe e in un pianeta tutto suo, qualcosa è andato decisamente storto, visto che è risultato una macchietta fastidiosa e disturbante.

Diciamo che la sceneggiatura non ha valorizzato al meglio un cast di grande talento.


“House of Gucci” dura troppo?

“House of Gucci” narra la storia (più o meno) d’amore tra Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, a partire dal loro primo incontro fino ad arrivare all’omicidio dell’uomo nel 1995, commissionato da lei (non è spoiler, è la storia vera). Un amore travagliato e criminale.

Nel mentre, si assiste anche all’ascesa al potere di Maurizio e ai diversi cambiamenti che attraversano l’azienda Gucci, tra faide tra parenti, alleanze e tradimenti.

Un “Game of Thrones”, ma sulla passerella.

Un film del genere è destinato a non essere super accattivante, se la sua durata supera le due ore…e infatti è così. Superata la prima ora e mezza, ho cominciato a sentire gli effetti della noia e controllare ripetutamente l’orologio per calcolare il tempo rimasto fino ai titoli di coda.

Alcune scene sono molto lente e vuote. Ci sono, inoltre, un sacco di salti temporali che rendono difficile, per le nostre menti, una ricostruzione temporale e coerente. Io ho capito che fosse passato del tempo semplicemente perché Gaga/Reggiani aveva una pettinatura nuova.

Aggiungiamo a questo la presenza di alcune scene molto melodrammatiche, in stile soap opera e si finisce per metterci le mani nei capelli.

Questo film, per me, è stato istruttivo per conoscere meglio la storia di Gucci e l’omicidio di Maurizio, ma mi è sembrato anche un po’ trash. Ci sono stati dei momenti leggermente cringe e senza senso.

Parlando della parte “clou”, ovvero l’omicidio: viene trattato in maniera troppo frettolosa. Se gli fosse stato dato il giusto spazio, il film sarebbe durato più di tre ore, probabilmente, quindi avrei tolto roba prima per approfondire meglio soprattutto il post-omicidio.

La sceneggiatura non aiuta la situazione: i dialoghi sono un po’ banalotti e alcuni personaggi non fanno una bella figura.

La battuta “Nel nome del padre, del figlio e della famiglia Gucci” penso che rimarrà nell’Olimpo delle battute più trash degli ultimi anni per molto tempo.


Tanta Italia, tanto stile

“House of Gucci” è ambientato prevalentemente in Italia, quindi possiamo godere della vista di molti luoghi nostrani, come Firenze, il Lago di Como, Milano e Roma. Per un momento ho pensato che fossero state ricreate altrove, causa Covid, ma poi mi sono informato e ho letto che le scene sono state girate veramente in Italia. Che bello.

Le diverse case che appaiono nel corso della pellicola mi hanno trasmesso un estremo senso di lusso che mi sono sentito con le pezze ai piedi.

Dal punto di vista estetico, il film è carino e non parlo solo di ambientazioni, ma anche di abiti e acconciature: Lady Gaga ha un centinaio di cambi abito e parrucco, a volte mi è sembrata addirittura surreale. Vabbè, è una Gucci, si può permettere tutti gli abiti del mondo e un’acconciatura diversa ogni settimana.

Incredibile la trasformazione di Jared Leto: ho capito che fosse lui solo durante i titoli di coda.

La colonna sonora è molto piacevole: ci sono molte canzoni degli anni ’80 e ’90, come “Faith” di George Michael e “Heart of Glass” di Blondie (quanto amo questa canzone).

A quanto pare, è stato meglio aver visto il film doppiato, visto che nella versione originale sembra che i personaggi parlino un discutibile accento italiano.


“House of Gucci” è un film particolare.

In certe parti, risulta interessante, ma alcuni momenti rasenta il trash senza senso, che in questi film non c’entra una mazza.

Per essere un film che è stato atteso per più di un anno, è una mazzata notevole. Peccato, perché il cast vale.

Il trailer di “House of Gucci” si può vedere qui!

RedNerd Andrea

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