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I protagonisti di "Belle"

Avevo smesso anche prima del Covid di andare alla Festa del Cinema di Roma. Quando andavo a scuola ci andavo quasi ogni anno, sono persino andato nel giorno della premiere del secondo film di “Hunger Games” (scelta di cui mi sono pentito, visto l’inferno a cui ho assistito). Poi sono cresciuto e sono diventato pigro e orientato verso altre priorità.

Anche quest’anno avevo inizialmente deciso di saltare la Festa, non mi ero nemmeno messo a vedere il programma. Sapevo solo che ci sarebbe stato Quentin Tarantino e se avessi avuto più passione, avrei tentato di prendere il biglietto per l’incontro.

Quindi “passo”…fino a che una mia amica mi fa notare un anime che verrà presentato in anteprima: “Belle” di Hosoda Mamoru.

Il tempo di collegare il nome e mi sono ricordato le sue opere precedenti, tra cui “Wolf Children”, che mi traumatizzò anni fa (e di cui rimossi tutto) e “Mirai”, tanto intrigante quanto urticante per colpa del protagonista.

In nemmeno un’ora presi il biglietto per la proiezione del film, di venerdì pomeriggio, e quello per la masterclass con Hosoda, di sabato pomeriggio.

A quanto pare, è arrivato ufficialmente il momento di riprendere le vecchie abitudini.


Sono andato all’Auditorium della Conciliazione in maniera intrepida: senza sapere nulla della trama e senza aver visto nemmeno un secondo dei trailer possibilmente usciti. Volevo godermi il film, senza aspettative.

Prima di tutto, siamo stati onorati da Hosoda in persona, passato a salutarci e augurarci la buona visione. Nonostante l’emozione, ho comunque messo in pratica le mie skills di giapponese e sono riuscito a capire quasi tutto. Si trattava solo di un riscaldamento, in vista della masterclass, ma sono comunque soddisfazioni.

Poi è arrivato il momento del film.

Sono uscito con tre soli pensieri:

  • Il film è bellissimo.
  • Cercherò di convincere i miei amici a vederlo, quando uscirà al cinema.
  • Se non nominano “Belle” per il Premio Oscar al Miglior Film di Animazione, mi arrabbio.

Trama: La giovane Suzu ha ancora difficoltà ad aprirsi con le persone intorno a sé, a causa di un lutto che l’ha traumatizzata da piccola. Quando verrà introdotta a un particolare social network, Suzu andrà incontro a una grande avventura, piena di colpi di scena e riflessioni…


Scritto e diretto da Hosoda Mamoru e prodotto dallo studio di animazione Studio Chizu, “Belle” (in originale Ryū to sobakasu no hime, “Il Drago e la Principessa con le Lentiggini”) è un film di animazione giapponese, di genere fantascientifico.


Il cast è ben nutrito. La protagonista è Suzu, una liceale che assume l’identità della graziosa “Bell”, all’interno del social network/mondo virtuale “U”.

Suzu ha un pessimo rapporto con il padre, dopo aver subito, da bambina, la perdita della madre.

La protagonista è affiancata dalla migliore amica Hiroka (soprannominata “Hiro”), che le fa anche da manager all’interno di “U”. Altri compagni di scuola importanti sono Shinobu, con cui ha un legame sin da bambina; Luka, la popolare della scuola e Kamishin, l’energico unico membro del club di canoa della scuola.

Un’altra curiosa presenza è rappresentata da cinque signore, amiche dei genitori di Suzu che cercano di aiutarla a recuperare la passione per il canto.

All’interno di “U”, la strada di Suzu/Belle si incrocia in particolare con quelle del Drago, una creatura aggressiva e pericolosa, e di Justian, il capo dei vigilanti di “U”, incaricato di fermare la scia distruttiva del Drago.


Suzu è una protagonista complessa, la tipica eroina che si può incontrare negli anime: passato triste, carattere introverso e scontroso, una grande forza interiore che sotto sotto fremita per uscire fuori…romantica, ma anche molto umana. Molte delle sue azioni, sia nella vita reale che all’interno di “U”, sono giustificabili e coerenti con il suo carattere…a parte l’odio per il padre, che ancora non condivido.

Il suo più grande difetto è che è urticante a livello acustico: sta sempre a urlare e piagnucolare. Mi ha ricordato Kun, il bambino protagonista di “Mirai” (sempre di Hosoda), ma mooooolto più sopportabile, merito anche dell’età più matura, rispetto a un bambino.

Nonostante la bellissima evoluzione che Suzu mostra durante il film, la scena le viene rubata alcune volte dai suoi compagni di classe, in particolare Hiro e Kamishin, due figure esilaranti e folli: la prima è intelligente, nerd e sarcastica (ergo, impossibile non amarla), mentre il secondo è scemotto e imprevedibile. Quanti sorrisi che mi hanno strappato.

Luka è molto graziosa e si allontana dallo stereotipo della ragazza più bella e popolare della scuola. Avrei voluto conoscerla di più, però.

Shinobu conferma la mia poca simpatia per gli interessi amorosi: non è una brutta persona, anzi è mosso da intenti nobili, ma accanto a molti altri personaggi, rimane nell’ombra.

Nonostante il poco screentime a loro dedicato, le cinque signore amiche di Suzu sono dolcissime e rappresentano il legame bello che si può creare tra persone con un grande gap di età.

Parliamo del Drago, colui che sembra essere il villain. I misteri che circondano la sua identità e il suo atteggiamento su “U” rappresentano la trama principale del film. L’ho trovato un personaggio veramente complesso e più si è scoperto qualcosa su di lui, più mi ci sono affezionato.

Al contrario, l’eroico vigilante Justian è odioso e irritante.

Nonostante alcuni personaggi non abbiano brillato come pensavo, il cast è molto interessante e variegato.


Il film inizia con uno sguardo sulla vita quotidiana di Suzu, abbastanza monotona: esce di casa rispondendo male al padre (poverino), prende i mezzi per andare a scuola, passa il tempo con la migliore amica Hiro, segue svogliatamente le lezioni, torna a casa.

Allo stesso tempo, ci viene mostrato il motivo del carattere chiuso di Suzu: da bambina, ha visto sua madre salvare una bambina in pericolo, a scapito della sua stessa vita. Il trauma le ha anche tolto la capacità di cantare, nonostante fosse la sua grande passione. Ogni tentativo canoro la fa reagire malissimo. Poverina.

Hiro, tuttavia, la spinge a entrare su “U”, un mix tra un mondo virtuale e un social network: la ragazza crea un avatar di nome “Bell” che mostra al meglio le sue potenzialità: è bella come una principessa e canta in maniera egregia.

La sua prima canzone diventa una hit e Bell ottiene milioni di followers. C’è una nuova diva in città.

Il film assume toni più spensierati, per un breve periodo di tempo, visto che vediamo Suzu e Hiro gestire la popolarità di Bell (che viene poi chiamata “Belle”, termine francese per dire “bellissima”), cercando di non venire scoperte da nessuno dei loro conoscenti.

Poi avviene un colpo di scena: Belle viene in contatto con il pericoloso Drago. Nonostante la terribile reputazione della creatura, Suzu/Belle vuole conoscerlo e capire le ragioni del suo comportamento. Quindi, parte alla ricerca della sua dimora e cerca di instaurare un legame con lui. Ovviamente, non sarà facile.

Si arriva, quindi, alla parte più drammatica della pellicola, tra i contrasti intensi tra Belle e il Drago, le indagini svolte da molte persone, protagoniste incluse, per scoprire l’identità di quest’ultimo (non è possibile scoprirlo tramite “U”) e i tentativi aggressivi, da parte della squadra di Justian, di catturare il criminale.

Questa fase avanzata del film ricorda molto un classico Disney: “La Bella e la Bestia”, a sua volta tratto da una fiaba del 1740. Gli elementi in comune sono tanti: La protagonista è simile a una principessa (viene chiamata proprio “principessa” nel titolo giapponese), il Drago è chiamato “Bestia” (in originale ), il vigilante si crede figo e vuole ottenersi tutto il merito dell’impresa (come Gaston), la principessa canta per tutto il film, il Drago/bestia vive in un castello recluso.

L’immagine parla da sé.

Tuttavia, non è un mero copia e incolla: si tratta di una versione più moderna, vista anche la presenza del mondo virtuale, e non è detto che ci sia un contesto romantico nella relazione tra i due. I numerosi colpi di scena della fase finale del film daranno un senso a tutto. A fine opera, ho pensato che fosse davvero una versione nuova, carina e innovativa del classico Disney.

Parliamo del coinvolgimento emotivo del film. Hosoda non è di certo uno che ti rallegra per tutto il film. Chi ha visto le sue opere precedenti (SPECIALMENTE “WOLF CHILDREN”), sa benissimo che i pianti sono dietro l’angolo.

“Belle” non fa eccezione. La seconda parte del film è intensa nella sua drammaticità (senza mai sfociare nell’esagerazione), ci sono molte scene piene di pathos e ogni azione riesce a commuovere. Penso che tutti intorno a me stessero piangendo e io pure c’ero quasi. Il finale è veramente bello, avvincente e poetico.

Nonostante ciò, ci sono anche scene comiche. Una di esse, in particolare, è stata la rivelazione del film: tutti in sala siamo scoppiati a ridere come matti per un momento che sarebbe dovuto sembrare romantico, ma in realtà era troppo esilarante misto a trash fatto bene. Grazie, Kamishin, Suzu e Ruka.

Non essendomi letto niente sulla trama fino alla visione, sono rimasto sbalordito da tutto.

A mio parere, questo film merita una nomination agli Oscar. Senza “se” e senza “ma”.

Ho apprezzato anche i molti messaggi presenti nel film: il problema della gestione di un lutto, soprattutto in giovanissima età, con tutti i traumi che può causare; il potere terapeutico dell’amicizia e della musica; il mondo virtuale e l’internet raffigurato come un’arma a doppio taglio, in grado sia di permettere agli utenti di essere loro stessi al loro meglio, senza dover raccontare la loro storia personale, ma anche in grado di tirare fuori la parte tossica di ognuno di noi.

C’è veramente tanta roba in questo film. In alcuni momenti può sembrare caotico (l’inizio del film mi ha tratto in inganno), ma poi viene spiegato tutto.


I dialoghi sono molto carini, così come i testi delle canzoni di Belle. I personaggi non sono tutti ugualmente valorizzati, ma insieme formano un cast grazioso e ben funzionante, soprattutto nelle cose inaspettatamente comiche.

La storia intriga grazie alla sua continua evoluzione, nonostante qualche momento di caos.


Il comparto grafico dell’anime è molto godibile. Oltre allo Studio Chizu, c’è il lavoro dell’animatore Jin Kim (ha disegnato e animato numerosi personaggi Disney, come Kuzco in “Le Follie dell’Imperatore” e Jim Hawkins ne “Il Pianeta del Tesoro”), per quanto riguarda il lavoro dietro il personaggio di Belle; inoltre, lo studio irlandese Cartoon Saloon (“Wolfwalkers”), ha contribuito alla realizzazione del mondo di “U”. Quest’ultimo intervento è ben visibile, in quanto “U” ha un tocco estetico molto più occidentale, rispetto alle ambientazione giapponesi del mondo reale. A ogni modo, l’unione di questi due mondi porta a un bellissimo risultato, in quanto il livello estetico del film è alto.

I disegni sono molto minuziosi, soprattutto nelle espressioni facciali (una scena comica si è retta proprio grazie alla fisicità e alla mimica dei personaggi) e i panorami sono veramente belli. Io sono sempre innamorato del Giappone, soprattutto quello rurale.

Colonna sonora strepitosa, è uno dei punti cardini del film per ovvie ragioni. Le canzoni cantate da Belle sono orecchiabili e allo stesso tempo ti toccano nel cuore. Ero a un passo dal commuovermi più volte, con le esibizioni finali.

Essendo un film in anteprima, ancora non è stato doppiato. Per mia somma felicità, mi sono gustato il film in lingua originale, con i sottotitoli sia inglesi che italiani (questi ultimi sotto quelli inglese, in una parte dello schermo apposita).


“Belle” è stata un’esperienza sorprendente e completa: la storia evolve e si fa sempre più complessa, la grafica e la colonna sonora sono meravigliosamente funzionali e ti fanno immergere nel particolare mondo virtuale di “U”.

Non penso di esagerare, se mi auguro che il film venga candidato agli Oscar. Finora, ha avuto ottime accoglienze durante i festival cinematografici: a Cannes, ha avuto una standing ovation di quasi 15 minuti, mica pizza e fichi.

Quando uscirà nei cinema (probabilmente inizi 2022), spingerò più amici possibili ad accompagnarmi a rivederlo.

RedNerd Andrea

6 thoughts on “HO VISTO “BELLE” ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA!

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! A proposito di anime, hai mai visto Ranma 1/2?

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Sì! Lo adoro, un giorno lo rivedrò tutto.

      1. wwayne ha detto:

        Anch’io lo adoro, e infatti gli ho dedicato il mio ultimo post. Grazie per la risposta! 🙂

  2. Laura Cross ha detto:

    Sono davvero curiosa di vedere questo film, ho solo visto il trailer e devo dire che l’animazione è superba! Articolo interessante, non sapevo avessero collaborato con un altro studio per la realizzazione del film, ma spiega perché gli stili risultino così diversi.

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Confermo, la grafica è veramente bella! Il regista stesso ha parlato, in un’intervista il giorno dopo la proiezione, di aver collaborato con altri studi. Personalmente, questo incontro di stili diversi ha reso l’esperienza visiva ancora più interessante. Spero possa piacere anche a te!

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