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Aggretsuko

La serie di “Aggretsuko” è diventata una delle mie serie Netflix preferite in assoluto: colorata, esilarante e folle, con la sua protagonista tutta timida e imbranata, ma che cova un animo da metallara incazzata.

Per somma felicità dei fan, la fine dell’estate è stata addolcita grazie all’arrivo della terza stagione.


La serie di “Aggretsuko” (diminutivo di “Aggressive Retsuko”) è una serie televisiva animata giapponese, opera originale di Netflix, dedicata all’omonimo personaggio, una delle mascotte più popolari, insieme a Hello Kitty, dell’azienda giapponese Sanrio.


Oltre all’imbranata protagonista, ritroviamo tutti i suoi amici e colleghi: la cinica Fenneko, l’innamorato (di Retsuko) Haida, le comari Gori e Washimi, il capoufficio tirannico Ton e il suo lacchè Komiya, la materna Kabae e il diligente Anai.

Ci sono, tuttavia, numerose e simpatiche new entry: il giaguaro Hyodo, un misterioso manager, e la cincillà idol Manaka, due personaggi con cui Retsuko si incrocerà “disgraziatamente”; inoltre abbiamo Inui, una graziosa cagnolina che lavora nell’azienda di Retsuko.

Il cast veterano è sempre simpatico, ogni personaggio ha una sua personalità e sa regalarci spesso una marea di soddisfazioni.

Retsuko, devo ammetterlo, sta cominciando a risultarmi un po’ irritante. Fa molte scelte discutibili, anzi davvero stupide. Ero spesso tentato di urlarle “A CRETINAAAAA, MA CHE CACCHIO STAI A FAAAAAA”. Vabbè, il protagonista, per definizione, deve essere a volte uno scemo, a quanto pare. Soprattutto nel finale, mi ha fatto davvero innervosire.

Poi diventa una bestia che fa growl al karaoke, tutta incazzata, e mi dimentico che è una polla e mi immedesimo nella sua rabbia.

Alla fine, molte delle sue disavventure possono accadere a chiunque di noi, quindi è un personaggio su cui il pubblico può facilmente immedesimarsi.

I suoi compagni sono uno più spasso dell’altro, a partire da Fenneko, sempre acida e cinica, dalla critica pronta, ma anche lei sotto sotto imbranata come tutti noi. Alla fine, è lei il personaggio a cui mi sento più affine.

Haida è il poveretto del gruppo: destinato a non avere mai una gioia.

Haida-kun, siamo tutti con te. Non meriti di venire bistrattato, soprattutto da Retsuko.

Il capoufficio è odioso come sempre, ma regala gioie trash, così come il suo lecchino, che in questa stagione è ancora più esilarante.

Washimi e Gori sono le amiche comari che tutti desiderano avere nella vita: una l’opposto dell’altra, ma dalla grande chimica tra loro, pronte a spettegolare di ogni gossip. Gori ha una sua nuova sottotrama delirante, è impossibile non amarla alla follia.

Anai, introdotto nella seconda stagione, è diventato leggermente più piacevole, ma è sempre da prendere a pugni a pelle.

Le new entry sono davvero interessanti, così particolari e piene di sfaccettature.

Il manager Hyodo è circondato da molti misteri, all’apparenza spaventoso ma ha molto da dare, così come Manaka, all’apparenza la tipica idol smorfiosetta.

Inui è dolce, tenera, amichevole. Perfetta per mettersi con un certo ragazzo sfortunato…o no?

I personaggi di una serie sono importanti per il successo di essa. Il cast di “Aggretsuko” rende la storia ancora più vivace e divertente.


La storia è ambientata poco dopo la fine della stagione precedente: a Retsuko è andata di nuovo male con l’amore e quindi sfoga il malumore in maniera molto nociva e finisce per subire le conseguenze delle sue sciocchezza in maniera molto brusca.

Tuttavia, il dover rimediare ai suoi danni finisce per essere una possibile grande svolta per la sua vita. Come reagirà alla fine, la jellata Retsuko?

Ammetto che non mi aspettavo molto una svolta simile, nella storia: già nella seconda stagione, abbiamo assistito a risvolti poco realistici (tipo fidanzarsi con un miliardario conosciuto al corso di pratica per la patente). Anche qui assistiamo a eventi abbastanza improbabili, ma con dentro delle sfumature molto realistiche, soprattutto nello showbiz giapponese.

L’elemento sociale presente in questa stagione è il mondo delle idol, un fenomeno culturale molto presente in Giappone, e tutti i pregi e difetti che porta a chi decide di intraprendere questa carriera pop. Ecco, gli eventi legati all’essere una pop idol in Giappone rispecchiano molto la realtà…purtroppo.

La storia è molto semplice e lineare, come sempre: abbiamo una trama principale e alcune sottotrame, come la nuova impresa di Gori e una possibilità per Haida di distoglierlo dai suoi inutili sogni amorosi insieme a Retsuko.

La storia scorre che è un piacere, ma il finale, nonostante sia emozionante in alcuni punti, mi ha fatto salire un po’ il nervoso, perché sembra di essere tornati al punto di partenza. Per la terza volta. Inoltre alcuni eventi sono stati resi un po’ di fretta, peccato.

Ci sono alcuni momenti abbastanza di tensione, soprattutto negli ultimi episodi, ma il mood principale della serie è, come sempre comico, pieno di gag e scene deliranti.


La sceneggiatura è molto simpatica, ci sono molte gag e battute. I personaggi sono molto interessanti e la storia è piacevole, anche se un po’ assurda.


La grafica è sempre adorabile e colorata. I personaggi sono kawaii al punto giusto, Aggretsuko piena di rabbia e urli metal compresa. L’animazione non urla “tecniche super moderne e avanzate”, ma è veramente piacevole.

La musica è un grande intrattenimento. Abbiamo Retsuko che fa growl metal; la sigla, grazie al cielo, è sempre la stessa, piena di adrenalina e head bang; inoltre, in questa stagione, grazie alla svolta idol, abbiamo anche delle canzoni molto pop, orecchiabili e ballabili da morire.

Come al solito, ho visto questa serie in originale e ogni personaggio ha un suo modo di parlare diverso e spassoso.


“Aggretsuko” è sempre un piacere da vedere, grazie a una protagonista scema, ma molto simile a tutti noi; inoltre ci sono un sacco di gag gustose e la svolta metal che fomenta sempre.

Mi chiedo di cosa tratteranno, se dovessero fare una quarta stagione. Spero che ritornino a usare una trama estremamente realistica e riescano a regalarci un finale innovativo.

Poi, se dovessero allungare il numero di episodi, sarebbe sempre decisamente una scelta ben accolta.

RedNerd Andrea

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