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In Giappone, fare la spesa è sempre divertente, soprattutto quando non ti trovi un esercito di anziani nell’ora di punta.

Oltre ai supermercati standard, qui esistono anche nei negozietti più piccoli, forniti di merce leggermente più costosa, ma accessibili ovunque.

Sto parlando dei コンビニ、i “konbini”. Questa parola è un diminutivo per “convenience store”: piccoli supermercati che vendono quasi di tutto, non solo cibo. Infatti, potete trovare anche oggetti di cartoleria, trucchi, prodotti sanitari, merce per la casa e chi più ne ha, più ne metta. In più, sono aperti 24 ore su 24. Ecco spiegato il nome: sono negozi estremamente convenienti.

Personalmente, mi diverto sempre, quando non ho niente da fare, a girovagare nei konbini: sono piacevoli, accoglienti e ogni negozio può contenere merce diversa.

Diciamo che, nonostante i prezzi siano un filino più alti di quelli di un supermercato (anche se pure questi ultimi non scherzano, certe volte), i konbini sono una mano santa. Se ti trovi in una zona molto frequentata, hai appena fatto una grande spesa in un supermercato e ti rendi conto di esserti dimenticato qualcosa di importante, non c’è bisogno di disperarsi: sicuramente, dietro l’angolo troverai un konbini che vende quello che cerchi.

Infatti, i konbini sono molto più frequenti dei 100 yen shop e questo la dice lunga su quanti di questi negozietti si possano trovare in un raggio di 100 metri.

A Sendai, se cammino per una singola strada del centro, ne vedo almeno tre.

Sono quasi ovunque ed è una gran bella cosa, soprattutto se sei pigro e non ti vuoi avventurare oltre 100 passi dalla tua casa.


Quali sono le catene di konbini più importanti, in Giappone?

Le più conosciute e presenti in ogni città sono tre: 7-Eleven, Lawson e FamilyMart.

Poi ci sono anche delle catene minori, come MiniStop, Daily Yamazaki e NewDays (dove ho trovato delle mascherine di stoffa molto carine e comode).


Di base, presentano tutto gli stessi servizi, anche se dipende dalla grandezza del negozio: alcuni konbini sono più grandi, quindi sono più forniti e presentano un range di servizi più completo.

Infatti, non solo si possono comprare molte merci, oltre quelle di genere alimentare, ma si possono fare tantissime altre cose molto utili.

Innanzitutto, è possibile far spedire dei pacchi postali in uno dei konbini più vicini al tuo domicilio, così, in caso fosse difficile poter far recapitare il pacco direttamente a casa (magari abiti in una zona non proprio raggiungibile oppure non c’è il portiere e sei fuori di casa per buona parte della giornata), puoi tranquillamente farlo lasciare in un konbini, presenti una specie di scontrino e il pacco è tuo. Personalmente, non ho mai avuto necessità di far spedire un pacco al Lawson sotto casa.

Amazon supporta molto questa modalità di spedizione.

Secondo servizio molto utile per noi studenti: quasi tutti i konbini hanno una fotocopiatrice multiuso: si possono fare semplici fotocopie, scannerizzare documenti e salvarli in una pennetta o in qualunque altro supporto oppure scaricare dalla propria pennetta i file desiderati e stamparli. Se non fosse stato per la fotocopiatrice sotto casa, non so come avrei fatto a mandare le scan dei miei documenti per l’università, per non parlare di tutte quelle volte che bisognava stampare i materiali per le lezioni, così da arrivare preparati in classe. Anche adesso, che siamo relegati in casa con le lezioni online, ci danno molta roba che dovremmo stampare, ma a sto punto risparmio un po’ sulla carta e leggo il più possibile sul PC, anche se i miei occhi non ne sono molto felici (giustamente).

C’è persino un servizio fax.

Sì. In Giappone usano ancora molto il fax. Io non penso di averlo mai usato in vita mia. Se dovessero chiedermi di mandare, in futuro, un fax per questioni di lavoro, andrei nel pallone.

Altra grande comodità è la presenza delle macchine ATM per prelevare soldi dalle carte di credito. In caso dovessi abitare lontano dalla posta o dalla banca da cui proviene la tua cash card o carta di credito, ma ti servono urgentemente i soldi, puoi stare tranquillo: c’è il konbini. L’unica cosa negativa è che applica quasi sempre una tassa per ogni prelievo, mentre se fai tutto in un ATM della rispettiva banca o ufficio postale, le transazioni sono (spesso) gratis.

Gli ATM dei konbini sono una mano santa, specialmente per i turisti, visto che accettano SEMPRE carte provenienti dall’estero. Anche la Japan Post Bank permette prelievi con carte straniere, ma i suoi punti ATM sono meno frequenti dei konbini. Le banche, invece, non le leggono. Quindi, turisti in giro per il Giappone, se dovete prelevare, nel dubbio, andate in un konbini. Attenti, però, che anche nel caso delle carte estere applicano una tassa di transazione, anche più sostanziosa rispetto alle carte giapponesi.

Inoltre, si possono pagare bollette o le tasse mensili dell’assicurazione sanitaria. Qui a Sendai non credo sia possibile, mentre in città più grandi è facile trovare konbini sanzionati. A noi ci tocca andare direttamente a un ufficio postale.

Altro servizio piacevole e comodo è la vendita di biglietti di vario genere, come quelli per i concerti, per i parchi di divertimento, addirittura si possono comprare i biglietti aerei. Estremamente comodo.

Per i nerd, ci sono anche fumetti, riviste, dvd, giochi e varie carte prepagate per servizi online come Steam, iTunes, Nintendo E-Shop e Playstation Network.


Molto utili i konbini, vero? Se becchi quelli più grandi, poi, hai tanta roba da guardare. Se non sai che fare, fatti un giro in uno di questi piacevoli negozietti.

E preparatevi: non si sa per quale motivo, ma se entri in un konbini e hai fame, non importa se hai già cosa cucinare per pranzo/cena, uscirai sempre con qualcosa da sgranocchiare.

Ogni konbini, infatti, vende cibo fresco e pasti già pronti, che basta solo scaldare al forno a microonde, come i bento che contengono riso e carne, panini, “piadine”, pasta e pietanze più salutari. Se siete particolarmente di fretta e desiderate mangiare subito, te lo scaldano direttamente loro perché i konbini hanno i loro forni a microonde!

Immancabili anche i finger food, come gli onigiri (io vado pezzo per quello con dentro le uova di salmone), patatine fritte, pollo fritto, nikuman (ravioli cinesi giganti con diversi ripieni) e spiedini di carne. Ogni singola roba è buonissima. FamilyMart è addirittura famosa per avere il pollo fritto più buono del mercato konbini: il Famichiki. Io non lo mangio da un vita…recupererò presto.

Ovviamente non può mancare la bevanda d’asporto per eccellenza: il caffè.

Per prendere da bere, paghi alla cassa, loro ti danno un bicchiere, tu lo metti nella macchinetta e il caffè è pronto. In alcuni, te lo preparano i commessi, in altri negozi te lo fai da te e puoi metterci tutto quello che trovi, che sia zucchero, sciroppo, latte. Accanto alle macchinette ci stanno sia queste aggiunte che accessori utili per bere il caffè in maniera più comoda, come i cucchiaini, i coperchi (di plastica, sia mai non venga sprecata abbastanza plastica, qui) o le fasce di carta da mettere intorno al bicchiere, così da non ustionarti le dita. Queste ultime sono una vera e propria ancora di salvezza, per chi ha le mani delicate: ogni bevanda calda che fanno, qui, è bollente. Infatti ti avvisano pure i commessi: 熱いので、ご注意ください。(Stia attento, è bollente).

Ma tu guarda, non me ne ero accorto, la mia mano mica era diventata rossa per una reazione allergica.


Nonostante tutti questi pregi e comodità, i konbini non sono affatto perfetti.

Innanzitutto, il prezzo della roba, soprattutto del cibo di propria marca. Rispetto a un supermercato, sono leggermente più alti. Sono buonissimi, ti saziano, ma a lungo andare si rivelano una spesa abbastanza rognosa. Anche le insalatine, per quanto piccole, costano più di un euro. Lo scorso semestre, avevo la fortuna di stare fisso alla mensa del campus, quindi spendevo molto di meno, nonostante mangiassi come un porco, ma con l’emergenza del Coronavirus, o mangio a casa o prendo cose d’asporto dai ristoranti (ultimamente si può mangiare tranquillamente pure dentro, ma preferisco farlo solo se necessario). Ergo, devo sempre fare la spesa, quindi se ne vanno via più soldi, questo semestre. E vabbè, ‘sta faccenda non dipende da me.

Secondo, non tutti i konbini sono così forniti o accessibili come dovrebbero di norma essere.

I due konbini che si trovano a valle, qui a Aobayama, sono un esempio lampante di questo problema.

Sotto casa ho un Lawson e un 7-Eleven. Per quanto riguarda cosa più legate all’università o prelievi d’emergenza, sono stati di un’estrema comodità. Per quanto riguarda il servizio in genere o il cibo, invece, siamo messi abbastanza malino.

Il 7-Eleven, in realtà, non ha molti problemi…a parte che non è aperto 24 ore su 24. Apre alle 8 e chiude alle 22.

Stesso discorso per il Lawson, ma quest’ultimo è ancora più infame e inutile.

Innanzitutto, è chiuso ogni domenica e giorno di festa.

Poi, soprattutto nel periodo di maggiore emergenza per il virus, si è rivelato completamente inaffidabile, in quanto poco fornito. Ci sono giorni in cui sono andato di mattina presto, praticamente all’orario di apertura, eppure il reparto di cibo fresco era quasi vuoto: prova inconfutabile che il negozio non veniva rifornito regolarmente. Ho provato una rabbia che a momenti prendevo da parte uno dei (poveri innocenti) cassieri/commessi per chiedergli chi cacchio dirigesse i konbini di Aobayama, visto che fanno pena.

Mi pare assurdo. Dove abito non ci sono supermercati e altri negozi utili per cibo e altri beni necessari, quindi, in caso di fallimento dei due konbini nel soddisfare le tue necessità, bisogna per forza andare o al centro o in zona ospedale. In poche caso, ti tocca prendere la metro.

Non mi pare proprio che i konbini di Aobayama siano “konbinienti”. E meno male che è una zona prevalentemente abitata da studenti. Meriteremmo qualche comodità in più, nei dintorni. Ero messo meglio dove abitavo, a Kyoto…ed ero in aperta campagna. Non solo avevo un konbini aperto no-stop, ma avevo anche due supermercati poco distanti tra loro.

Spero che Aobayama sia solo un caso singolare.


Nonostante ci siano zone che non abbiano sposato a pieno la filosofia di esistenza dei konbini (essere disponibili sempre) e i prezzi leggermente più alti del normale, i konbini giapponesi sono un elemento indispensabile per la vita quotidiana di qualunque abitante della città.

Io sono grato all’esistenza di questi negozietti sin dal 2018: il secondo giorno in cui mi trovai a Kyoto, ero in estrema difficoltà: non sapevo dove fare colazione e mancava pochissimo prima dell’inizio dell’orientamento alla scuola di giapponese. Il problema è che non avevo la più pallida di dove si trovasse il posto, rispetto alla stazione più vicina. A rendere il tutto peggiore, non avevo Internet sul cellulare, in quanto sprovvisto di una scheda sim giapponese (i miei primi giorni in Giappone meriterebbero un film a parte perché sono stati un’impresa titanica). Fortuna volle che ci fosse un 7-Eleven, vicino alla metro. Ho preso da mangiare e ho scoperto che c’era Wi-Fi gratis! Sono riuscito ad arrivare a scuola per il rotto della cuffia.

Quindi, odierò pure a morte i konbini di Aobayama, ma a questi negozi, in generale, voglio tanto bene.


In Italia, esistono dei corrispettivi ai konbini nipponici?

Io so solo che ultimamente Carrefour è aperto 24 ore su 24 (inventari e altre rogne permettendo) e di questo ne sono molto felice, visto che ne ho uno vicino casa, a Roma, e ci vado molto volentieri, ogni volta che torno tardi da qualche impegno e ho ancora fame (ovvero SEMPRE, pure qui in Giappone). Peccato che la frequenza di negozi aperti orario continuato sia vertiginosamente più bassa, se paragonata in Giappone. Ok che siamo ancora in piena emergenza virus, ma secondo me allestire più negozi che facciano orario no stop risulterebbe molto utile.

RedNerd Andrea

4 thoughts on “LA “KONBINIENZA” DEI KONBINI!

  1. Piloswineseyes ha detto:

    Dove abito io, credo che l’unica cosa aperta 24/7 siano gli autogrill.
    In America ce n’erano a bizeffe, ne avevo uno sotto casa, purtroppo, stando in Nebraska non era molto raccomandabile andare lì dopo le 20.00. In pratica, se tornavi a casa dopo le 18.00 (quando il supermercato chiudeva) ti attaccavi al tram (che in Nebraska neanche esiste).
    Comunque anche in altri paesi non sono così diffusi gli store 24/7. Al massimo ho visto negozi di alcolici aperti nel cuore della notte. Ma non puoi far sempre cena con la pilsen…

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Bene, questo conferma il mio pensiero sulla preparazione italiana, riguardo i supermercati aperti 24/7. 😂

      Che bello, andare in America è un mio sogno, anche se la situazione attuale è veramente brutta…Com’era il Nebraska?

      Eh, infatti gli store 24/7 non mi sembrano così presenti altrove ed è un vero peccato, vedo in loro un grande potenziale.

      1. Piloswineseyes ha detto:

        Diciamo che se vuoi andare in America il Nebraska lo puoi anche saltare, è uno stato prettamente agricolo, non ha molto da offrire. Le città hanno poca attrattiva turistica (a Lincoln in centro c’erano solo banche e assicurazioni), c’è qualche parco ma niente di eclatante. Oltretutto, se non hai una macchina non puoi spostarti, bus ed aerei interni costano parecchio. Sì, è lievemente più economico di New York o della California ma alla fine la differenza è veramente poca.
        Unica nota positiva, il Nebraska fa schifo, gli americani lo sanno. Poche domande e pulci quando fai richiesta di visto perché danno per scontato che dopo una settimana lì te ne scappi a gambe levate 😀

        1. RedNerd Andrea ha detto:

          Bellissimo posto ahahahahah per chi ama le sfide

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