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IT Capitolo 2

Sin da bambino, sono stato “perseguitato” dalla figura di Pennywise. No, non faccio parte del Club dei Perdenti, tantomeno sono nato a Derry.

Semplicemente, ogni volta che andavo in videoteca a noleggiare un film, sgattaiolavo sempre nella sezione “horror” per guardare le copertine spaventose (sembra proprio che io sia nato col masochismo nel DNA) e alla fine, il mio sguardo incontrava sempre il DVD della miniserie in cui il terribile clown è interpretato dal mitico Tim Curry. Una volta, due volte e ovviamente quel volto terrifico è diventato subito parte dei miei incubi peggiori. Morale della favola, non ho mai visto la miniserie di “It” del 1990, nonostante abbia comprato il DVD mesi fa. Ho proprio un blocco.

Il discorso è completamente diverso, per quanto riguarda i film usciti in questi tre anni. Mi sono detto “Ok, i clown me fanno schifo, ma almeno vojo vedé ESSO al cinema”. Detto fatto. Mi è piaciuto, nonostante anche questa versione di Pennywise mi turbi l’anima. Mi sono addirittura promesso di vedere il secondo capitolo, quando sarebbe uscito.

Detto fatto, anche in questo caso. “It – Capitolo due” è uscito da pochissime settimane e sono andato a vederlo. Da solo (come feci all’epoca del primo film).

Medaglia al coraggio subito.

Non ho infartato come nel primo capitolo, ma mi sono affezionato come un matto ai Losers protagonisti. Bellissima storia di amicizia.


Trama: Dopo aver sconfitto il terribile It nell’estate del 1989, i ragazzi del Club dei Perdenti si separano e ognuno vive la propria vita. Tuttavia, 27 anni dopo, il clown torna per commettere un’altra strage e gli eroi di allora, ormai adulti, si riuniscono per chiudere i conti una volta per tutte…


Diretto da Andy Muschietti, “It – Capitolo due” è il sequel di “It”, uscito nel 2017 e sempre diretto da Muschietti. Entrambe le pellicole sono trasposizioni di “It”, romanzo scritto nel 1986 da Stephen King.


I sette Losers/Perdenti ritornano per sconfiggere definitivamente l’entità It, che assume principalmente l’aspetto del clown killer Pennywise (Bill Skarsgard):

  • Il leader del gruppo, Bill (James McAvoy), ora diventato uno scrittore e sposato con l’attrice Audra (Jess Weixler). Bill bambino è Jaeden Martell.
  • Beverly (Jessica Chastain), unica ragazza del gruppo, ora fashion designer e sposata con un uomo violento (Will Beinbrink). Bev bambina è Sophia Lillis.
  • Il giullare Richie (Bill Hader), ora diventato un comico. Richie bambino è Finn Wolfhard, il mitico Mike in “Stranger Things”.
  • Mike (Isaiah Mustafa), unico ragazzo rimasto a Derry per tutto questo tempo ed è colui che richiama gli altri in città. Mike bambino è Chosen Jacobs.
  • Il (non più) nuovo arrivato Ben (Jay Ryan), ora dimagrito e diventato un architetto. Ben bambino è Jeremy Ray Taylor.
  • L’ipocondriaco Eddie (James Ransone), ora un assicuratore. Eddie bambino è Jack Dylan Grazer.
  • Stanley (Andy Bean), ora un uomo d’affari, Stanley bambino è Wyatt Oleff.

Altri personaggi importanti sono Georgie (Jackson Robert Scott), il fratellino di Bill ucciso da Pennywise nel 1989; Henry Bowers (Teach Grant), un bullo psicopatico che terrorizzò i Perdenti nel 1989, ora rinchiuso in un ospedale psichiatrico per aver ucciso il padre; la signora Kersh (Joan Gregson), un’inquietante vecchina. Nel corso del film ci sono molti interessanti cameo, come il regista Xavier Dolan (nei panni di un ragazzo gay che vive a Derry), Brandon Crane (interprete di Ben bambino nella miniserie del 1990) e Stephen King in persona.

I protagonisti sono fortissimi. È molto interessante vedere come sono cresciuti in 27 anni e il legame che si è formato tra loro è davvero bello, essendo nato in circostanze improbabili.

Non vedevo l’ora di vedere all’opera James McAvoy e Jessica Chastain, due attori che reputo davvero promettenti e non mi hanno deluso, visto che bucano lo schermo ovunque appaiono. La Chastain è perfetta per il ruolo. Dopo aver visto il primo film e ricordato che la seconda parte avrebbe coinvolto i ragazzi divenuti adulti, ho subito pensato a lei nei panni di Beverly. I loro personaggi sono davvero complessi, soprattutto lei, ancora perseguitata da problemi, visto che ha trovato un marito uguale al padre: abusivo. A volte mi chiedo perché alcune persone vengano spudoratamente massacrate dal destino. Risultato: la povera Beverly è ancora più fragile, ma comunque sempre tosta. A Bill è andata meglio, ma ovviamente è impossibile dimenticare le tragedie. Interessante il fatto che appena tornato a Derry, ricominci a balbettare come da giovane (a inizio film sembrava fosse guarito dalla balbuzie). Il legame tra loro due è bello, anche se sorretto da malintesi.

La vera star, per me, è Richie. Sotto la sua facciata da ragazzo sboccato e spiritoso, si nasconde un animo più fragile e con segreti inaspettati. Nonostante sia una storia horror, ci sono molti momenti divertenti grazie a lui. Entrambi gli attori sono molto bravi: il giovane Wolfhard continua a dimostrare di essere una stella, mentre Bill Hader è fenomenale. Avendolo visto solo in vesti puramente comiche (è stato uno dei volti di punti del programma “Saturday Night Live” per molti anni), mi ha sorpreso molto trovarlo in un contesto più drammatico. Le sue espressioni sono il massimo.

Anche gli altri ragazzi sono piacevoli, anche se alcuni lasciano il segno più di altri.

Ben dimostra che se vuoi raggiungere degli obiettivi, puoi assolutamente farcela. Da sfigato grassottello è diventato un architetto ricco, di successo e strafigo. Lo ammetto, l’ho invidiato per tutto il film. Molto carino il rapporto con Bev. Eddie, con la sua ipocondria, è esilarante e irritante allo stesso tempo, ma possiede una forza che non è seconda a nessuno. Mike e Stanley hanno poco mordente, chi per un motivo chi per un altro, ma nel caso del primo è davvero un peccato, vista la sua importanza a livello di trama.

Anche i personaggi secondari non hanno tanta importanza, altro grande peccato in quanto alcuni di essi hanno un ruolo più corposo nei libri. Henry, invece, sgradevole era, sgradevole è rimasto, soprattutto con il fattore “psicopatico” più marcato.

It è forte, anche se non appare nella sua forma clown per tanto tempo, in confronto al film principale. Skarsgard è micidiale, riesce a incutere paura in ogni singola scena, sia quando viene inquadrato solo il suo volto, sia quando si esprime in tutta la sua fisicità. Brrrr…se odio ancora di più i clown, è per colpa sua.

Il cameo di Dolan mi ha sorpreso molto, ma quello del Re dell’Orrore è stato davvero inaspettato. Me lo ricordavo molto critico nei confronti delle trasposizioni dei suoi romanzi, quindi immagino che questi due film gli siano piaciuti. Ottimo.


La storia è ambientata 27 anni dopo gli eventi del primo film. I Perdenti sono andati avanti nelle loro vite e ognuno di loro è riuscito a costruirsi un futuro, anche se ha dimenticato, per chissà qualche oscura magia, tutti gli avvenimenti della fatidica estate del 1989. Mike fa eccezione perché è rimasto a Derry.

Tutto sembra filare liscio…fino a una sera. All’improvviso, Derry viene di nuovo scossa da sparizioni. Il modus operandi è, purtroppo, familiare e Mike capisce subito una cosa: ESSO (chiamarlo così mi fa pensare alla benzina) è tornato. Perciò chiama tutti gli altri Perdenti, chiedendo loro di raggiungerlo a Derry così da distruggere il male una volta per tutte. I ragazzi cominciano subito a ricordare qualcosa, ma non sarà affatto una bella sensazione. La componente psicologica di questa trama è presente in maniera forte già dagli inizi, le reazioni quasi estreme dei Perdenti ne sono un esempio.

E così, la storia si ripete. I Losers si riuniscono a Derry per il secondo round contro It e partono subito all’attacco: Mike ha scoperto le origini del clown ed è alla conoscenza di un rituale in grado di accopparlo. Il problema è che servono degli oggetti molto personali di chi deve attuare il rituale. In poche parole, il film si trasforma in una quest. Ogni Loser deve ritrovare il proprio oggetto, situato in un posto preciso di Derry. Ovviamente, i ragazzi verranno ostacolati da Pennywise sotto varie, terrificanti forme. Ho gradito molto il ritorno di mostri e incubi già apparsi nel primo film, ha dato quel tocco di continuità che è importante mantenere in questo genere di film.

Quello che non mi ha entusiasmato molto, invece, è lo spazio riservato alle origini di Esso. Secondo me, le spiegazioni non erano abbastanza sufficienti, bisognava mettere qualche scena in più, sacrificando magari qualche momento inutile o troppo lento.

La fase clou, ovviamente, è il combattimento finale, pieno di tensione e momenti personali tra i vari Losers. Riusciranno a fare secco il clown di cacca, prima che riesca a uccidere altri ragazzini?

Una cosa la posso dire: il finale è particolare. Mi aspettavo una cosa diversa, ma mi è piaciuto comunque. Mi ha sorpreso anche la scelta della prima vittima, molto diversa dal canone adottato da Pennywise.

Oltre alla storyline principale, vediamo anche i Losers affrontare i loro demoni e ricordi (positivi e negativi). Nonostante la faticaccia, i ragazzi hanno la possibilità di rafforzare la loro amicizia, indebolita in maniera ingiusta dalla lontananza da Derry. Tutta la manfrina contro It è interessante, per carità, ma il legame tra i Perdenti è quello che mi è piaciuto di più. Una bellissima amicizia (e non solo, nel caso di alcuni del gruppo) tra ragazzi così diversi tra loro.

Molto interessante è anche il confronto tra i Losers bambini e la loro controparte adulta. Cosa è cambiato in loro?

Il ritmo del film è abbastanza lento, quando non ci sono i momenti più horror. A volte, lo ammetto, mi sono abbioccato. Il fatto che la pellicola duri due ore e mezza non aiuta per niente. Secondo me, qualcosa si poteva ridurre e compensare con scene più avvincenti o utili (come più spiegoni su It). Sebbene sia lento, non l’ho trovato affatto noioso, sono rimasto sulle spine per tutto il tempo, super in ansia per il destino dei Losers. Nel corso dell’opera, si alternano scene al presente e flashback di 27 anni prima. Non ho capito quali fossero ambientati durante e dopo lo scontro con Pennywise, avrei preferito più chiarezza.

Ovviamente, l’atmosfera è prevalentemente drammatica, ma grazie a Richie e Eddie ci sono molti momenti divertenti (Bill Hader, grazie di esistere). Anche la tensione non manca.

Lo dico subito. Non ho mai letto il libro (spero di recuperare in futuro), quindi non so quanto questo film sia fedele all’opera originale. So per certo che alcuni personaggi non sono stati sfruttati abbastanza nel film, ma, come Jon Snow, degli eventi non so nulla.


La sceneggiatura è buona. I personaggi sono molto interessanti, grazie a un buon mix di caratterizzazione e interpretazione da parte degli attori. La trama è interessante e scorre abbastanza bene, nonostante la lentezza e parti poco chiare.

Le battute si alternano tra dialoghi più impegnati e scambi più comici, anche volgari (ovviamente quasi sempre nelle scene in cui appare Richie “Boccaccia”).


L’elemento horror c’è e non c’è. Ci sono molte scene cariche di ansia, in cui non si sa cosa possa accadere da un punto all’altro, ma poche volte viene scatenata la paura. Ovviamente non mancano i jump scares, scelte sempre un pochino banali. Se si vuole veramente spaventare qualcuno, bisogna, a mio modesto parere, puntare sulla paura mentale e psicologica. Fare BUH! non sempre è la strada giusta.

Il gore, invece, non manca. Alcune scene, tra sangue, cadaveri dilaniati e vomito, fanno un pochino senso. Chi odia gli insetti non apprezzerà certe scene, come nel mio caso.


La qualità estetica del film è alta, come nel primo capitolo. Mi è piaciuto molto l’utilizzo dei colori e le ambientazioni sono molto fighe. La fiera di Derry mi ha catturato un sacco, soprattutto la stanza degli specchi (dopo questo film, non ci vorrò mai più andare per il resto della mia vita). Certe inquadrature contribuiscono a creare il senso d’ansia, nelle scene più horror: capisci che c’è qualcosa che non va quando la videocamera punta qualcosa in maniera abbastanza palese. Facendoci caso, ho capito subito quando sarebbero arrivati i jump scares.

Colonna sonora azzeccata, anche se non rimane proprio impressa nella mente. In una certa scena, però, la canzone scelta ha reso il tutto ancora più comico.


“It – Capitolo Due” non ha tutta quell’epicità che mi aspettavo, lo ammetto, però è comunque un bel capitolo finale, grazie a protagonisti interessanti e legati da un’amicizia molto forte e una storia interessante, anche se non approfondita come avrebbe meritato.

Spero di recuperare molto presto la miniserie, non per fare paragoni (se si passa la vita a paragonare le cose, si finisce per condurre un’esistenza triste), ma per dare più completezza alla mia formazione culturale. Nel mentre, il mio odio per il clown è cresciuto ancora di più…anche se non ha ancora superato la mia fobia per i ragni. Penso che quella rimarrà per sempre imbattibile.

Se siete in vena di perdere tempo e amate i quiz di Buzzfeed, ce n’è uno che vi permette di scoprire qual è la vostra controparte, tra i Perdenti. Io sono risultato Richie. Me felice.

Which Member Of The Losers Club Are You? https://www.buzzfeed.com/mccracken/which-member-of-the-losers-club-are-you-1hfb7pshuh?utm_term=.ipMZW1qqpk#.ipMZW1qqpk

Cosa mi è piaciuto:

  • Cast molto azzeccato, soprattutto Chastain, McAvoy e Hader per gli adulti. I bambini sono tutti simpatici.
  • Storia interessante.
  • Psicologicamente forte. Si prova abbastanza ansia.

Cosa non mi è piaciuto:

  • Poca paura.
  • Mi aspettavo più epicità.
  • Alcuni dei Losers non avevano abbastanza mordente.
  • Le origini di Esso avrebbero meritato più spazio.
  • Ritmo, a volte, troppo lento.

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RedNerd Andrea

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