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Una scena de "Assassinio sul Nilo"

Sono un grande fan delle opere di Agatha Christie e “Assassinio sul Nilo” è di certo uno dei capolavori del giallo.

Non mi stancherei mai di leggere il libro, figuriamoci guardare l’adattamento cinematografico del 1978, che reputo stupendo.

Proprio per questo, mi sono fiondato a vedere la nuova versione di questo classico del mistero, senza troppe aspettative.

Ho fatto bene: il film è bello, ma mi ha colpito di più l’aspetto estetico che la storia.

Il che dice molto.


Diretto da Kenneth Branagh e scritto da Michael Green, “Assassinio sul Nilo” (in originale “Death on the Nile”) è un film mystery, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Agatha Christie e uscito nel 1937. Questo film è il seguito di “Assassinio sull’Orient Express”, uscito nel 2017.

Non si tratta del primo adattamento dell’opera: sono già usciti un film nel 1978, un episodio della serie televisiva dedicata al detective protagonista, Poirot, nel 2004 e un videogioco nel 2007.


La rosa dei sospettati di “Assassinio sul Nilo”

Il protagonista di questo appassionante mistero è il formidabile detective baffuto belga Hercule Poirot, interpretato dal regista Kenneth Branagh.

I sospettati del caso che ci accompagnerà per il film sono la coppia di neo-sposi Linnet Ridgeway (Gal “Wonder Woman” Gadot) e Simon Doyle (Arnie Hammer) e i diversi invitati al lieto evento: Bouc (Tom Bateman, già visto in “Assassinio sull’Orient Express”), amico di Poirot accompagnato dalla madre pittrice Euphemia (Annette Bening); la cantante Salome Ottenbourne (Sophie Okonedo) e sua nipote Rosalie (Letitia Wright); la signora Van Schuyler (Jennifer Saunders), madrina di Linnet, accompagnata dall’infermiera Bowers (Dawn French); il dottor Windlesham (Russell Brand), ex di Linnet; l’avvocato Katchadourian (Ali Fazal), cugino di Linnet, e Louise Bourget (Rose Leslie), cameriera di Linnet.

Ultima, ma non meno importante, è Jackie De Bellefort (Emma Mackey), ex di Simon e vecchia amica di Linnet.


Per chi conosce la storia, sia in versione letteraria che cinematografica, saprà molto bene quanto il cast di questa opera sia iconico.

I personaggi sono tutti interessanti, pieni di motivi per compiere un delitto.

A brillare è soprattutto il cast femminile, composto da elementi molto tosti e profondi.

Rispetto al cast del 1978, ci sono moltissime differenze, il che è un bene, sennò sarebbe stato un copia e incolla. Dall’altra parte, però, ho sentito mancare un po’ di spessore in buona parte del cast. Persino la complicatissima Jackie aveva qualcosa che non andava.

L’unica che ha mantenuto quel connubio di fascino, trasgressività e carattere è Salome. Sophie Okonedo non mi ha fatto rimpiangere la mia amata Angela Lansbury.

Alcuni personaggi sono stati modificati o mischiati, rispetto all’originale. Alcune scelte non le ho proprio capite.

Poirot, per fortuna, è sempre il solito detective geniale, irritante e pieno di tic.

In questo film abbiamo occasione di vedere dei lati completamente inediti su di lui. Mi chiedo perché siano stati mostrati…forse perché si ha in mente di costruire una nuova serie di film dedicati a Poirot e vogliono mostrare un personaggio completo al 101%.

Gli attori, comunque, sono formidabili. Hanno reso i loro personaggi nel miglior modo possibile.

Gal Gadot è una delle migliori scelte che potessero fare, per il personaggio di Linnet.


Il Nilo si tinge di sangue

Il film inizia con un evento del passato della vita di Poirot, in cui scopriamo perché ha uno dei suoi leggendari marchi di fabbrica. Poco dopo, si torna quasi nel presente e cominciamo a conoscere alcuni dei protagonisti del giallo, tra cui i fidanzati Simon e Jackie e l’amica di lei Linnet.

Il nostro Poirot si trova in Egitto e si imbatte ancora una volta nell’amico Bouc. Quest’ultimo è stato invitato alla luna di miele di Linnet e Simon, appena sposati. Ovviamente, Poirot viene imbucato e conosce tutti gli invitati, tra cui Jackie, che non si è rassegnata all’abbandono di Simon a favore della sua ricca amica.

Mentre il gruppo viaggia per l’Egitto, cominciano ad accadere fatti molto sospetti, fino ad arrivare a un tragico culmine: un omicidio.

Chi è il colpevole? Qual è il movente?

Mentre indaghiamo insieme a Poirot, scopriamo i torbidi segreti di ogni viaggiatore del battello e siamo costretti ad assistere ad altri delitti.

Riuscirà Poirot a impedire che il Nilo si tinga ulteriormente di sangue innocente?


Ormai conosco a memoria la storia di “Assassinio sul Nilo”, ma non mi annoio mai.

Questa versione del capolavoro di Agatha Christie, però, non riesce a tenere il confronto con il film del 1978, per quanto riguarda la trama.

Ci sono alcuni cambiamenti oppure delle aggiunte che non ho capito molto, soprattutto una modifica molto importante.

Tuttavia, non penso che questo sia il problema principale del film: ciò che mi è dispiaciuto vedere è stata la carenza di pathos e suspense.

Più si va avanti nel film, più la resa dei conti diventa affrettata e anticlimatica. Un vero peccato, visto che la parte finale dovrebbe essere un tripudio di nervi tesi e invece le scene di indagini, a momenti, sono più emozionanti della parte in cui viene risolto il caso.

Gli omicidi stessi non colpiscono molto. La versione del 1978 mi è sembrata più cruenta di questa. Qui, mi è sembrato che abbiano edulcorato alcuni contenuti.


La sceneggiatura è senza infamia e senza lode. Sia la storia che i personaggi sono sviluppati in maniera sufficiente, ma manca quel quid che poteva rendere tutto fantastico come noi spettatori, nuovi oppure veterani, avremmo meritato.


L’estasi estetica di “Assassinio sul Nilo”

Per fortuna, la regia e la colonna sonora compensano il “mosciume” della storia.

Le riprese del film sono veramente belle. Non so quante inquadrature siano naturali o fatte tramite effetti speciali, ma l’Egitto splende che è una meraviglia. Certi paesaggi sono troppo belli.

Voglio andare a vedere le piramidi. Ora.

Anche le location chiave come l’hotel e il battello sono un piacere per gli occhi.

Qua ho notato un grande passo in avanti, rispetto al comunque bello “Assassinio sull’Orient Express”.

La colonna sonora è veramente gradevole.


“Assassinio sul Nilo” poteva osare di più.

Non c’è nulla di sbagliato nella storia, anche se alcune modifiche non mi quadrano.

Il problema è la mancanza di suspense, che è abbastanza grave in un film giallo.

Ok che conosco la storia a memoria, ma se mi rivedo domani la versione del 1978, avrò sempre i brividi per la seconda parte del film.

Per fortuna che le musiche e le ambientazioni sono stupende.

Spero che Branagh impari le giuste lezioni e migliori i prossimi film, se intende davvero creare un nuovo franchise dedicato a Hercule Poirot.

Quale sarà il prossimo? “Corpi al Sole”?

Potete vedere il trailer di “Assassinio sul Nilo” qui!

RedNerd Andrea

2 thoughts on “ASSASSINIO SUL NILO – Avrei gradito più suspense

  1. antonio ha detto:

    Ciao, proprio ieri sera sono andato a vedere assassinio sul Nilo e sinceramente penso che la parte più brutta del film sia stato proprio l’aspetto estetico. In molti punti del film ho notato un uso eccessivo della cgi che, oltre tutto, non era nemmeno tanto credibile; a parte qualche inquadratura del Nilo o delle piramidi il resto non mi è affatto piaciuto. Oltre il look visivo quello che realmente non mi ha convinto del film sono state delle scelte stilistiche decisamente imbarazzanti e mi riferisco ai balli eccessivamente coreografati e, allo stesso modo, anche ad altre numerose sequenze in cui i movimenti degli attori in scena sembravano davvero delle coreografie di uno spettacolo musicale. Sempre rimanendo in tema di scelte stilistiche discutibili, non ho affatto apprezzato sequenze come quella di Linnet e Simon ad Abu Simbel dove si scambiano delle battute decisamente imbarazzanti. oltre questi aspetti devo dire che neanche la sceneggiatura la recitazione siano state granchè perciò, per concludere, penso che la parte più interessante del film anche se non per merito suo ma per demerito degli altri aspetti sia stata proprio la storia.

    1. RedNerd Andrea ha detto:

      Ciao! Grazie per la tua opinione interessante!
      Forse perché amo l’Egitto, sono passato sopra all’evidente uso eccessivo della computer grafica ahahahah
      Secondo me, le troppe coreografie derivano dall’esperienza teatrale di Branagh. Il ballo iniziale non mi ha fatto impazzire.
      Sì, purtroppo la sceneggiatura era senza infamia e senza lode, il confronto con la versione più classica non è il massimo, soprattutto quando ci sono stati dialoghi poco brillanti come quello che hai detto tu. La storia è interessante soprattutto per i cambiamenti inaspettati, anche se sinceramente ancora non li ho capiti.

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