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Il protagonista Shang-Chi

Finalmente, dopo un anno e mezzo, sono andato a vedere un film al cinema.

Prima della pandemia, ci andavo con grande frequenza, quindi è stato emozionante potermi sedere ancora una volta su una poltrona del mio cinema di fiducia, insieme ai soliti pop corn.

Certo…dover indossare la mascherina per tutto il tempo non è il massimo della comodità, soprattutto se la sala non è grandissima: il tempo di finire i pop corn e l’ho rimessa…risultato: ho cominciato a sentire un sacco di caldo e mi è venuta pure la sonnolenza. Vabbè, è un sacrificio che bisogna fare per contribuire alla ripresa dei settori come quello cinematografico.


Per un evento così bello, non potevo non scegliere un film super promettente: l’ultima creazione del Marvel Cinematic Universe (MCU), “Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli”.

Come sempre, cerco sempre di vedere un film senza troppe aspettative, ma “Shang-Chi” mi incuriosiva più del dovuto, forse perché sembrava emanare un’atmosfera totalmente diversa dagli altri film della Marvel.

Per fortuna, sono uscito dalla sala felice, oltre che accaldato: mi sono già affezionato al nuovo arrivato.

Concordo con chi reputa “Shang-Chi” un film che non sembra della Marvel, ma sono assolutamente in disaccordo con chi dice che ciò non è cosa positiva. Ci voleva un film “nuovo”, ora che siamo arrivati alla Quarta Fase.


“Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli” (in originale “Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings”) è diretto da Destin Daniel Cretton, di cui è anche sceneggiatore insieme a Dave Callaham e Andrew Lanham. Si tratta del 25esimo film del MCU.


Il potenziale supereroe è Shaun/Shang-Chi (Simu Liu), un ragazzo che lavora come parcheggiatore di macchine insieme alla migliore amica Katy (Awkwafina). In realtà, il ragazzo è bravissimo nelle arti marziali, in quanto figlio di un leggendario guerriero, Wenwu (Tony Leung), che è anche il possessore dei Dieci Anelli, un’arma mistica in grado di donare grandi poteri a chi li usa.

Altri personaggi importanti sono Xialing (Meng’er Zhang), sorella minore di Shang-Chi; Li (Fala Chen), la compianta madre di Shang-Chi e Xialing; Razor Fist (Florian Munteanu), braccio destro di Wenwu, con un machete al posto della mano destra; Nan (Michelle Yeoh), donna legata al passato della madre dei protagonisti.

Ci sono anche dei ritorni: uno è Wong (Benedict Wong), collega stregone di Doctor Strange; l’altro è un personaggio che era scomparso dai radar da molto tempo e si tratta di Trevor Slattery (Ben Kingsley), colui che era stato ingaggiato per impersonare il Mandarino, villain (abbastanza mal riuscito) di “Iron Man 3”.

Shang-Chi mi sta tanto simpatico: ha una faccia che ispira allegria. Come personaggio funziona: sa cosa è in grado di fare, ma non fa il gradasso, anzi sembra avere paura della sua forza, tanto da aver cambiato vita, nonostante la sua formazione (che conosceremo attraverso diversi flashback). Si tratta di un eroe molto umano, in cui molti del pubblico potrebbero immedesimarsi.

La vera rivelazione, per me, è Katy. Sarà che adoro Awkwafina (altro viso che ispira tanta simpatia), ma la ragazza è esilarante e si rivela anche cazzuta, attraverso un’evoluzione che reputo totalmente inaspettata. Lei e Shang-Chi sono adorabili e comici, insieme.

In genere, tutto il cast è veramente tosto, sia nel caso degli eroi che in quello dei villain.

Michelle Yeoh, inutile dirlo, è fantastica. Ora che ho letto che fa di persona molte scene d’azione, la adoro ancora di più.

La sorellina Xialing è una macchina da guerra: mai farsela nemica. Il rapporto con il fratellone è interessante, soprattutto quando vengono spiegati meglio gli eventi del passato.

Il grande Wenwu rientra di diritto nella categoria “Padri di cacca” ormai resa una garanzia nei film della Marvel. Thanos rimane ancora imbattuto (sapete com’è, non tutti i genitori desiderano cancellare metà della popolazione), ma Wenwu sa rendersi davvero odioso, con tutto che il suo carattere viene analizzato in maniera approfondita. Tramite il suo personaggio, conosciamo finalmente in maniera più dettagliata l’organizzazione dei Dieci Anelli, introdotta nella trilogia di “Iron Man”.

Ammetto che mi aspettavo più Wong nel film. Probabilmente ci delizierà meglio della sua presenza nell’imminente “Spider-Man: No Way Home”. In ogni caso, è sempre una sagoma, merita più spazio nei film.

Trevor è stato una sorpresa: se in “Iron Man 3” è stato un personaggio veramente inutile, qui l’ho trovato una presenza random, ma comunque ben inserita e divertente. Mai l’avrei detto, guarda.

La presenza di un cast prevalentemente asiatico è una boccata d’aria fresca, così come i diversi contesti in cui vengono spiegati i comportamenti dei personaggi. Davvero un bel gruppo di personaggi, in cui anche i più “scialbi” risultano comunque intriganti, come nel caso di Razor Fist.


Il film comincia con l’introduzione di Wenwu, importante per gli eventi successivi del film, per poi catapultarsi nel presente, con Shaun/Shang-Chi che vive una vita completamente diversa da quella a cui era abituato nell’infanzia. Una serie di improvvisi eventi lo costringono a riunirsi, accompagnato da Katy, con la sorella e con il padre. La “tenera” riunione familiare è destinata a interrompersi presto perché Wenwu ha intenzioni completamente diverse dai figli e le sue decisioni potrebbero portare alla liberazione di una terribile forza malefica. Riusciranno Shang-Chi e Xialing a fermarlo in tempo?

Ho trovato interessante che i dettagli della trama principale non vengono resi chiari sin da subito, ma verso la seconda metà del film. Pensavo che non ci fosse veramente una storia corposa, poi mi sono ricordato che è pur sempre un’introduzione a un nuovo eroe Marvel: avremo una storia più intricata nei film successivi. Considerando che durante il film vengono inseriti diversi flashback che approfondiscono sempre più l’infanzia di Shang-Chi, la struttura temporale della pellicola è tutt’altro che banale e lineare.

Le scene di azione di combattimento sono tantissime e compaiono sin dai primi minuti. Sinceramente, non hanno un impatto negativo sulla qualità del film, le ho adorate tutte. A volte, sembrava di vedere “La Foresta dei Pugnali Volanti”, ma i combattimenti in stile cinese hanno un non so che di poetico e leggiadro che sono rimasto a bocca aperta per tutto il tempo, soprattutto nell’atto finale del film, un tripudio di battaglie.

Queste scene più estetiche e poetiche vengono bilanciate da momenti più “americani” come inseguimenti e esplosioni e il risultato è un mix interessante che contribuisce a rendere il film un’opera diversa dal canone stilistico Marvel. C’è chi dice che non è una bella cosa. Io non sono d’accordo: avevamo davvero bisogno di qualcosa di diverso, dopo 24 film.

Ci sono anche diversi momenti ironici e leggeri, tra battute e gag. La mattatrice principale è Awkwafina, inutile dirlo.

Tra flashback e scene nel presente, il film scorre bene fino al finale potente. Ho davvero rosicato per gli “effetti” della mascherina, perché la sonnolenza mi ha impedito di godermi diversi momenti a metà film.


La sceneggiatura è di livello buono: i dialoghi sono coinvolgenti e sanno far ridere, quando serve. La storia è bella e aiuta a conoscere un supereroe poco conosciuto come Shang-Chi, presentandolo come un personaggio piacevole. Anche molti altri personaggi vengono ben sviluppati e, di conseguenza, acquisiscono fascino.


Come già detto, l’estetica del film mi è piaciuta da morire: alcune ambientazioni sono veramente estatiche e piene di personalità, soprattutto quelle che appaiono a film avanzato. Quando si aggiungono gli effetti speciali dei combattimenti, si crea una bellissima atmosfera, da lasciare a bocca aperta.

Menzione speciale per la divisa di Shang-Chi: quanto cavolo è bella? La parte superiore la voglio ora.

Colonna sonora molto caratteristica, con tracce più tradizionali e canzoni più moderne e hip hop. Tutto molto coinvolgente.


Dopo 24 film, alla fine, abbastanza simili tra loro, serviva qualcosa di diverso come “Shang-Chi” e non sto parlando del cast, ma proprio dell’atmosfera e dello stile estetico.

Ancora più apprezzabile è il fatto che sia stato introdotto un eroe non proprio mainstream, rispetto ad altre creature di casa Marvel. Ho imparato decisamente qualcosa di nuovo, riguardo questo vastissimo universo.

Dopo il ben fatto “Black Widow”, si può dire che la Quarta Fase del MCU sia ufficialmente iniziata e potrebbe promettere bene.

Intanto, Shang-Chi, benvenuto nel MCU. Personalmente, non vedo l’ora di rivederti nei prossimi film, che siano crossover oppure nuovi capitoli interamente dedicati a te.

RedNerd Andrea

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