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"Onward: Oltre la Magia"

Nell’anno 2021, ho finalmente deciso di fare una cosa nuovissima: sfidando il pigro che è in me, mi sono promesso di guardare i film candidati agli Academy Awards per il Miglior Film e per il Miglior Film d’Animazione. Sono sicuro che verrò meno a questo fioretto, ma vorrei arrivare alla cerimonia di aprile con una minima conoscenza dei nominati.

Come film d’inizio, sono andato sul sicuro: invece di scegliere un film impegnato o drammatico, ho virato verso uno dei film d’animazione: “Onward”.


“Onward – Oltre la Magia” (in originale solo “Onward”…perché in italiano ci ostiniamo a modificare o aggiungere cose a caso?) è un film d’animazione di genere fantasy, prodotto dallo Studio Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures, sotto la direzione di Dan Scanion.

Uscito nel marzo dell’anno scorso, in pieno scoppio della pandemia, il film ha conosciuto una distribuzione maggiore solo dopo essere stato inserito nel catalogo della piattaforma streaming Disney+.


I protagonisti di questa avventura fantastica sono Ian e Barley (doppiati da Tom “Spider-Man” Holland e Chris “Star Lord”  Pratt), due fratelli elfi che intraprendono un viaggio abbastanza epico.

Altri personaggi importanti sono Laurel (doppiata da Julia Louise-Dreyfus, protagonista della serie comica “Veep”), mamma dei due protagonisti; Corey (doppiata dal Premio Oscar Octavia Spencer), una manticora molto belligerante, e Colt (doppiato da Mel Rodriguez), un centauro poliziotto, fidanzato di Laurel e pseudo-patrigno di Ian e Barley.

Ian è un protagonista abbastanza banale: è il tipico ragazzo timido, impacciato, in pieno periodo di crescita fisica e psicologica.

Ovviamente, Barley è completamente l’opposto: è il fratellone pazzo, spavaldo e estroverso…anche troppo. La sua tremenda ossessione dai giochi di ruolo alla “Dungeons & Dragons” crea non pochi problemi.

Mamma Laurel, sebbene non abbia tanto spazio, è simpatica e cazzuta quando serve, anche se la regina incontrastata del potere femminile è la manticora Corey: che macchina da guerra. Sa essere pericolosa ma anche divertente.

Come ogni figura di simil-genitore, Colt non brilla per simpatia. Difficile trovare tanti pregi in lui, soprattutto perché il suo personaggio non è molto sviluppato.

Il rapporto dei due fratelli protagonisti è il fulcro del film: iniziano non di certo affiatati, ma l’avventura li porterà a conoscersi e a capirsi meglio. Il mio amore per la Marvel me li ha fatti apprezzare ancora di più: essendo doppiati da due attori del mondo “Avengers”, mi sono divertito ogni tanto a immaginarmi i loro dialoghi, ma tra Star Lord e Spider-Man.

Essendo la storia ambientato in un mondo fantasy, abbiamo a che fare con molte creature magiche: elfi, manticore, centauri, draghi, unicorni, ciclopi e fatine.


La storia, di base, è piena di cliché: il giovane protagonista è orfano di un genitore, ha un rapporto conflittuale con il fratello e non è inserito alla meglio nella società intorno a lui, quindi il viaggio che intraprende servirà per farlo maturare.

L’ambientazione, però, è molto carina: ci troviamo in una città moderna, ma costruita sulle fondamenta di un mondo fantasy, dove creature magiche convivono in maniera pacifica. La magia, un tempo elemento indispensabile per la vita quotidiana, è stata sostituita dalla tecnologia, ma resta comunque una traccia di essi…lo scopriranno Ian e Barley sulla propria pelle.

Il tipico viaggio per la maturità, quindi, viene adattato alla perfezione in un contesto fantasy: Ian e Barley, scoperto un modo per poter rivedere il defunto padre grazie alla magia, intraprendono una quest abbastanza improbabile, seguendo indizi disseminati in un gioco di società amato da Barley.

Saranno tracce affidabili? La magia è comunque parte importante per la vita dei personaggi di “Onward”? Lo si scoprirà con il proseguire del film.

Da buona quest fantasy che è, non mancano imprevisti, nemici e ostacoli: tutte ottime occasioni, per Ian e Barley, per sviluppare al meglio il loro potenziale e fare i conti con i loro complessi.

Altro elemento immancabile è la presenza di un boss finale…anche se moooolto strambo da vedere. Ammetto che lì è mancato il sapore dell’epicità a cui i fan dei GDR sono stati abituati con i vari “The Legend of Zelda” e “Final Fantasy”. È stata una battaglia un pochino meh.

Durante il viaggio, veniamo anche a conoscenza di ulteriori dettagli riguardo il rapporto tra i due fratelli, il loro padre e il conseguente lutto prematuro.

Alcuni pezzi mi sono mancati, sebbene li abbia pressoché capiti: com’è nata, di preciso, la passione esagerata di Barley per il GDR? Chi era veramente il loro padre?

Nonostante alcune banalità e dei punti poco chiari, mi sono molto divertito a viaggiare con Ian e Barley.

Un altro elemento che mi ha divertito è il rapporto tra il mondo della magia e l’evoluzione della società e della tecnologia: con l’avvento di quest’ultima, la tradizione è andata un po’ a farsi scemare e le varie creature hanno abbracciato stili di vita differenti dalle aspettative. Mi ha ricordato molto

Personalmente, ho amato i folletti motociclisti: chi avrebbe mai immaginato di vedere della creaturine così delicate e graziose venire trasposte in una veste coatta e rock? La scena di uno di loro che spacca una bottiglia di vetro in perfetto stile “Spacco botilia, ammazo familia” mi ha fatto rotolare dal ridere.

Ultimo punto da esporre: per la prima volta, sono stati inseriti elementi LGBT in un film Disney.

Da come ne parlarono, prima dell’uscita del film, sembra chissà cosa di enorme e scandaloso. In realtà si tratta di una cosetta da nulla. Potevano fare di più, se ci tenevano tanto a rendere il mondo Disney “LGBT-friendly”. Della serie “Bravi, ma non si applicano”.


Anche i dialoghi sono abbastanza “banali”: per tutto il tempo aleggiano i soliti temi cari al mondo Disney. Ciò non impedisce a essi di rendere il film piacevole e coinvolgente. Le scene finali, piene di bei sentimenti, sono sempre tenere.


Quando si tratta di un film Pixar, mi aspetto sempre le animazioni e la grafica molto carini.

In questo caso, non sono rimasto deluso per niente.

I colori, le ambientazioni…tutto molto bello.

Le varie creature magiche sono molto simpatiche e ben adattate in un contesto più per bambini. Anche un personaggio abbastanza minaccioso come una manticora appare molto simpatica, sotto la sua corazza spaventosa.

Ho notato una predominanza del colore viola…ha reso l’atmosfera ancora più magica, secondo me. Non so bene perché, ma lo penso.

La colonna sonora non mi ha impressionato più di tanto, ma ho comunque apprezzato il sapore folk rock.

Essendo desideroso di migliorare il mio inglese, ho visto “Onward” con il doppiaggio originale. Mi sono piaciute molto le varie voci, a prescindere dalla stima per gli attori coinvolti.


“Onward” non brilla di certo per originalità, nonostante la bella grafica e l’atmosfera fantasy GDR che è sempre ben accetta.

Merita l’Oscar? Al momento è difficile dirlo, prima devo vedere le altre opere dedicate.

Intanto ringrazio la Disney per avermi fatto vivere una breve, ma intensa, avventura nel mondo della magia.

RedNerd Andrea

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