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Anche questa volta devo ringraziare gli sconti del Nintendo E-shop, visto che ho potuto finalmente giocare a un titolo che mi ha sempre incuriosito, ma pagando molto di meno.

Ormai vado a promo e offerte, viva il risparmio.

Dopo aver passato l’ultimo mese tra LoL e vari GDR, avevo bisogno di un gioco che mi potesse rilassare, con comandi semplici e una storia molto scorrevole.

Avrei fatto prima a vedere un film, ma sono voluto restare nel campo dei videogiochi.

Mi sono ricordato di avere preso, a Natale, “What Remains of Edith Finch”, un gioco che aveva tutta l’idea di essere molto interessante e tranquillo.

L’ho trovato così tranquillo e interessante che l’ho finito in meno di un giorno. L’avrei terminato in una sola serata, ma quel giorno avevo il mal di testa e ho preferito staccare a un certo punto.


“What Remains of Edith Finch” è un videogioco appartenente al genere avventura, sviluppato da Giant Sparrow e pubblicato da Annapurna Interactive nel 2017. Finora, è uscito per PS4, Windows, XOne e Nintendo Switch.


Durante il gioco, dobbiamo controllare un personaggio, Edith (il cui volto ci è sconosciuto), mentre visita un’enorme casa appartenuta alla sua famiglia da più generazioni.

Più si va avanti nell’esplorazione della dimora, più si scopre la particolarità della famiglia proprietaria: quasi tutti i suoi componenti sono morti molto giovani in maniera davvero particolare.

La trama, in poche parole, è questa. Si tratta solo di scoprire nel dettaglio, insieme a Edith, ultima rimasta in vita della famiglia Finch, cosa cavolo è successo a tutti i suoi parenti morti non male, ma malissimo.

Ogni Finch è protagonista di una scena tutta sua, quindi abbiamo modo di conoscerli tutti in maniera molto approfondita.

La particolarità di questo gioco è che alcune morti vengono narrate in maniera onirica e simbolica, quindi non è facilissimo capire cosa sia accaduto. Io, per comprendere almeno un paio di eventi, ho dovuto controllare su internet perché avevo i miei dubbi.

Alla fine, ogni nodo viene al pettine, sia per quanto riguarda le varie morti sia riguardo il motivo per cui la casa è stata abbandonata dagli ultimi Finch rimasti in vita.

Detta così, sembra che la famiglia Finch sia rimasta vittima di qualche maledizione, sennò non si spiega la tragica fine di molti di loro.

Io pure ne sono convinto: o è jella estrema o è qualche maledizione.

Non è ben spiegato, nel gioco, ma i dubbi vengono.

La trama, quindi, è semplicissima, eppure ci sono comunque molti colpi di scena, perché sì sappiamo che i vari Finch schiattano, ma non abbiamo idea del modo in cui succede fino a che non esploriamo bene i loro segmenti ed è lì che incontriamo dei plot twist assurdi.

Il finale pure è una bella sorpresa, anche se molto triste.

Parlando delle morti…sono veramente assurde. Alcune, in realtà, sono realistiche, ma il contesto in cui avvengono gli eventi rende il tutto molto più strano.

Ovviamente, visto il tema principale della storia, non aspettatevi momenti allegri, è tutto una presa a male, fino all’ultimo secondo.


La storia è scritta molto bene, ogni evento viene valorizzato molto bene all’interno di questa raccolta di episodi. Ogni scena è godibile a pieno, grazie anche al gameplay molto coinvolgente e allo stesso tempo rilassante.

I personaggi, nonostante non li conosciamo proprio di persona, abbiamo modo di analizzarli in maniera abbastanza approfondita.

I dialoghi, oltre a essere parlati, vengono anche riportati sullo schermo, ma non in mera veste di sottotitoli, ma come parte delle ambientazioni. A mio parere, questa tecnica ha reso il gioco ancora più godibile e immersivo.


Il gameplay è bellissimo. Grazie alla fusione fantastica tra esso e la storia, il gioco è risultato di alto livello.

L’intento di questo gioco è esplorare, esplorare ed esplorare. Tutto qui.

Bisogna entrare in ogni singola stanza della casa per scoprire di più sulle storie dei Finch. Aprendo porte, finestre e passaggi segreti, si va avanti nel gioco.

Oltre a questo, si leggono anche libri e analizzano oggetti che descrivono al meglio l’abitante della stanza.

Facilissimo.

I comandi consistono semplicemente in aprire, tirare, spingere e chiudere.

Finalmente un gioco che non è troppo complicato.

La vera figata del gioco è il modo in cui viviamo le storie dei Finch.

Ognuno è protagonista di un segmento proprio: ogni episodio è rappresentato in maniera completamente diversa dagli altri.

Per esempio, vivremo una storia in perfetto stile “Halloween”, un breve viaggio onirico in cui il protagonista si trasforma in più animali, oppure una breve avventura fantasy mentre si svolge un lavoro manuale (questo episodio, in particolare, ha messo alla prova il mio multitasking). In pratica, ogni storia ha una sua ambientazione, un suo genere e un suo gameplay.

Tutto quanto il gioco è in prima persona. Non si vedono quasi mai i volti, ma è comunque possibile immedesimarsi in maniera fisica.


La grafica è molto gradevole. Si vede che è un titolo indie, non ci sono le rifiniture all’ultimo dettaglio dei giochi importanti, ma è comunque bella da vedere.

La casa è la protagonista assoluta del gioco: piena di stanza, piena di storie e piena di dolore. Impossibile non rimanerne indifferenti.

Le varie storie risultano particolari proprio perché ognuna di esse viene rappresentata con uno stile grafico a sé.

Anche la colonna sonora è piacevole, nonostante non ci siano una marea di tracce musicali.

Menzione speciale alla musica dell’episodio di Halloween: è il tema del celebre film horror.


Sapevo che “What Remains of Edith Finch” mi sarebbe piaciuto, ma non mi sarei aspettato un’esperienza di gioco così coinvolgente.

La storia è peculiare e si sposa con il gameplay alla perfezione. Sembra davvero di vivere tutto in prima persona.

Ammetto che mi è dispiaciuto finirlo in pochissimo tempo, ma ho comunque apprezzato che la storia è raccontata con i ritmi giusti, senza allungare il brodo.

Di certo, possiamo ora definire la famiglia Finch la più maledetta del mondo videoludico.

RedNerd Andrea

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