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I protagonisti di "Don't Look Up"

“Don’t Look Up” conferma quanto io sia sadico: i film catastrofici mi mettono un sacco di ansia, ma non riesco a resistere loro e me li vedo. Poi mi sogno i disastri per una settimana intera.

Questo film, inizialmente, non mi aveva attirato per la storia, ma per il cast pieno di ottimi attori. Ho letto poi la trama ed è diventato un sì pieno.

A fine visione, ancora mi chiedo cosa abbia veramente visto, ma ci ho visto molto realismo, nonostante il nonsense e il trash.

Questo film verrà candidato a molti premi, soprattutto agli Oscar. Il motivo non lo so di preciso, ma sicuramente avverrà.


Diretto e scritto da Adam McKay, “Don’t Look Up” è un film satirico e fantascientifico, rilasciato sulla piattaforma streaming Netflix.


Premi Oscar per “Don’t Look Up”

Il cast è composto da attori di serie AAA, a partire dai due protagonisti, il professore di astronomia Randall Mindy (Leonardo DiCaprio) e la sua dottoranda Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence), affiancati dal Direttore dell’Ufficio di Coordinazione della Difesa Planetaria (Rob Morgan).

Altri personaggi chiave includono la Presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean (Meryl Streep), e suo figlio, il capo dello staff Jason (Jonah Hill); Brie (Cate Blanchett) e Jack (Tyler Perry), conduttori di un talk show mattutino; Peter Isherwell (Mark Rylance), un miliardario a capo di un’importante azienda tecnologica; infine, Riley Bina (Ariana Grande), una famosissima pop star, e Yule (Timothée Chalamet), un taccheggiatore.

Il cast parla da sé: molti vincitori (meritati) di Premi Oscar o comunque molto conosciuti. Ogni attore fa bene il suo lavoro, compresa Ariana Grande, in un ruolo che potrebbe tranquillamente essere la versione trash di sé stessa.

I due protagonisti hanno una bella intesa e regalano molti momenti divertenti, soprattutto Jennifer Lawrence: lei è un meme vivente. Le sue espressioni facciali, da sole, potrebbero reggere un film comico. La parte di quella perennemente scazzata le riesce troppo bene. Quanto la capisco.

Il buon Leo viene trattato più come personaggio gnocco daddy e rappresenta bene lo stereotipo dello studioso vero che perde un po’ il controllo di sé stesso, se immerso nel mondo discutibile della televisione.

La presidente degli USA è odiosa e ricorda i tanti, anche troppi politici incompetenti, solo che in questo caso è Meryl Streep e rimane comunque simpatica, perché Meryl Streep è…Meryl Streep. La si ama. Il figlio stupido, viziato e ancora più incompetente, invece, lo si odia a prescindere.

A rubare spesso la scena, però, è sempre colei che viene considerata da tutti (me compreso) una Dea: Cate Blanchett. La sua conduttrice trash, un mix tra Ellen Degeneres, Serena Bortone, Wendy Williams e Barbara D’Urso è veramente magnetica e spassosa, nel suo essere stramba. In ogni sua scena, oscura senza difficoltà sia Tyler Perry che DiCaprio.

Quanti ci possono riuscire, oltre a lei?

Chalamet, invece, è completamente dimenticabile: lo si potrebbe togliere dalle sue scene e non cambierebbe nulla.

Menzione speciale al cervellone Isherwell: mi ha messo più angoscia lui di un killer qualunque dei film horror. La sua voce cantilenante mi tormenterà per giorni.


Don’t Look Up to the Sky! Ve lo dice il Presidente!

La trama, in poche parole, è un film catastrofico: la dottoranda Kate in Astrologia, assistita dal suo professore, scopre una nuova cometa.

Tutto molto bello, sì.

Peccato che la cometa è così grossa che distruggerà la Terra nell’immediato impatto, causando l’estinzione del genere umano. Il cataclisma è previsto sei mesi dopo.

I due protagonisti si rivolgono subito alle autorità importanti, tra cui la Casa Bianca, così da provare a trovare un modo per salvare la Terra o, almeno, minimizzare i danni.

Nessuno dà loro veramente retta, anzi tutto viene minimizzato in maniera molto grottesca.

Quando la gente capirà che gli esperti intelligenti hanno SEMPRE ragione, il mondo diventerà un posto migliore.

Chi vincerà, alla fine? Il buon senso o la stupidità?

Rispetto ai film catastrofici “seri”, il finale della storia sembra essere palese sin da subito e ci sta benissimo, visto il genere della satira, che cerca di trasmettere messaggi importanti attraverso cinismo e ironia.

Le vittime della satira sono numerose: l’inettitudine del mondo politico, pieno di gente incompetente e raccomandata e incapace a badare ai problemi seri del mondo se non per loro tornaconto personale; la televisione, che pensa solo a cose superficiali, tanto da voler trasformare uno scienziato in un sex symbol, piuttosto che dargli ascolto.

Anche i social media, un mondo veramente assurdo in cui si pensa solo ai meme, vengono presi di mira.

Ahimé, le critiche sono assolutamente attuali. Se dovesse veramente succedere una catastrofe del genere, assisteremmo veramente a queste reazioni da buona parte delle autorità competenti.

Che bello, eh? Saremmo nella cacca.

L’elemento comico funziona: ci sono molte scene assurde e trash, in grado di far ridere anche solo per la mancanza di senso.

Le risate, tuttavia, non riescono a compensare del tutto i buchi di trama: ci sono numerosi salti temporali poco spiegati.

Si passa da un giorno all’altro e non ci viene nemmeno ricordato quanto manca al possibile impatto della cometa. Il risultato confonde un po’ e la lunga durata del film (138 minuti) non migliora molto la situazione. Ci sono momenti in cui mi è sembrato che la storia stesse durando il doppio del tempo.

I dialoghi, tuttavia, coinvolgono molto, soprattutto nelle scene più simpatiche ed energiche.

Sono ignorante in materia astronomica, ma non ho trovato per niente pesanti gli spiegoni dei protagonisti, anzi il contrario.


Nonostante sia un film fantascientifico, gli effetti speciali vengono usati solo verso la fine e, a un occhio ignorante come il mio, sembrano fatti bene.

Anche il comparto musicale funziona. Ariana Grande ci delizia con una sua performance di una canzone inedita del film, molto azzeccata e trash per il momento in cui avviene la scena.


“Don’t Look Up” fa del suo essere trash, caotico e senza senso il suo punto di forza e riesce a far ridere, ma allo stesso tempo riflettere.

Come si comporterebbe il mondo reale, se dovesse presentarsi una minaccia così catastrofica?

Speriamo di non scoprirlo mai.

Se la trama fosse stata imbastita in modo più lineare, ne sarebbe uscito un film ancora più di qualità.

Secondo me, verrà candidato a diversi Premi Oscar per il film in sé, per la recitazione e anche per aspetti più tecnici.

“Don’t Look Up” è disponibile qui!

RedNerd Andrea

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